Giudiziaria
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20/06/2009 12:20

Morte di Giuseppe Brafa, gli indagati sono venti

di Redazione

Modica – Forze dell’ordine, dirigenti comunali, tecnici e veterinari. Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta dei cosiddetti “cani killer” è ad una svolta. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Modica, Maria Letizia Mocciaro, ha rimesso mano al registro degli indagati, dove alla voce “Punta Pisciotto” risultavano sinora iscritte tre persone ovvero lo sciclitano Virgilio Giglio, ed i veterinari modicani dipendenti dell’ Ausl 7 di Ragusa, Roberto Turlà ed Antonino Avola, per i quali sono prospettabili le ipotesi di reato di omissione d’atti d’ufficio e falso in atto pubblico.

Da ieri il numero delle persone indagate è salito a venti e sembra destinato a crescere di ora in ora visto che il magistrato inquirente sta andando a fondo nell’indagine affidata ai carabinieri del Nor della Compagnia di Modica. Notizie fondate danno per iscritte nel “libro nero” della Procura un terzo veterinario. Ma ci sarebbero funzionari del Comune di Scicli e carabinieri coinvolti. Allo stato chi supponeva che potesse essere iscritto il sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, è stato smentito. Non è escluso che il pubblico ministero decida di nominare un consulente tecnico d’ufficio, un perito insomma che chiarisca gli ultimi quesiti che si è posti la magistratura indagante. La prossima settimana, frattanto, saranno ascoltati il vice sindaco ed assessore all’Urbanistica, Matteo Gentile, l’assessore alle Politiche Sociali, Maurizio Miceli, e l’ assessore alle Politiche Ambientali e alle Manutenzioni, Raffaele Giannone. Inoltre sarà sentito anche Giovanni Brafa, il papà del piccolo Giuseppe Brafa, il bambino sbranato dal branco di cani randagi lo scorso 15 marzo. Dunque quella che era l’ipotesi formulata qualche giorno dopo la tragedia dall’avvocato Enzo Trantino, che patrocina insieme ai colleghi Salvo Maltese e Ilvo Albo, la famiglia della povera vittima, è andata abbondantemente oltre. Trantino ipotizzava cinque persone indagate che, invece, sono salite come numero ad una ventina e quasi certamente aumenteranno ancora nei prossimi giorni. Giglio proprio in questi giorni ha riottenuto la libertà dopo avere scontato tre mesi di detenzione di cui un paio ai domiciliari. Il nuovo provvedimento era giunto dopo che l’uomo aveva sostenuto l’ennesimo interrogatorio iniziato alle 16 del pomeriggio e concluso quattro ore dopo. Ed era stato proprio lo stesso pubblico ministero a chiedere e ad ottenere dal Gip la scarcerazione. La dottoressa Mocciaro, insomma, vuole portare a termine la questione entro poco tempo prima di lasciare l’incarico visto che tra qualche mese andrà via perchè trasferita in altra sede. Per questo lavora giorno e notte sui fascicoli trascritti dai carabinieri che sono oltre duecentocinquanta.

 

Saro Cannizzaro