La libreria ha già chiuso definitivamente. Entro il 30 giugno il palazzo dovrà essere completamente svuotato.
di Redazione
Milano – Ulrico Carlo Hoepli, 91 anni, è morto martedì a Milano. Il padre dei tre fratelli Hoepli – Giovanni, Matteo e Barbara – era stato ricoverato al Policlinico per una polmonite bilaterale ed era stato trasferito la settimana scorsa in un hospice. Con lui scompare la figura che per anni ha rappresentato il punto di equilibrio di una famiglia attraversata da tensioni e contenziosi, proprio mentre la storica icona milanese di via Hoepli è arrivata alla fine della sua corsa.
La libreria ha già chiuso definitivamente. Entro il 30 giugno il palazzo dovrà essere completamente svuotato. Scaffali, uffici, magazzini: tutto fuori. Un passaggio che rende ogni giorno più difficile immaginare una riapertura nella sede storica, a pochi passi dal Duomo, dove per 156 anni generazioni di milanesi hanno cercato libri, manuali e dizionari.
La coincidenza ha un valore simbolico. Mentre si spegne l’uomo che teneva insieme il filo della memoria familiare, si allontana anche la prospettiva di conservare intatto uno dei luoghi culturali più riconoscibili della città.
Nelle prossime settimane si capirà se qualcosa potrà ancora essere salvato. Entro il 15 giugno è attesa la proposta della cordata di imprenditori che ha scelto come figura di riferimento Vittorio Graziani, storico libraio della Centofiori. L’obiettivo è rilevare l’attività e provare a dare continuità alla tradizione della libreria. Il contesto, però, è molto diverso da quello di pochi mesi fa. Con il trasferimento dei volumi e lo svuotamento dell’immobile ormai avviato, mantenere la libreria nella sede originaria non è facile, ma sarà la condizione «sine qua non» che apparirà nella proposta di acquisto e rilancio degli imprenditori con Graziani.
Sul tavolo c’era stata anche un’altra proposta. Quella della società DaB di Vittoria Loro Piana e Raffaella Redaelli de Zinis, che aveva messo a disposizione oltre 20 milioni di euro per conservare l’integrità del gruppo, salvaguardare gran parte dei posti di lavoro e trasformare via Hoepli in un hub dedicato alla cultura e alla formazione. La proposta non era stata presa in considerazione dalla liquidatrice Laura Limido e il percorso della liquidazione è proseguito.
Nel frattempo il gruppo è stato progressivamente smontato. Il ramo della scolastica è stato ceduto a Mondadori e con esso anche il marchio Hoepli. Un dettaglio tutt’altro che secondario: chi dovesse rilanciare la libreria non potrebbe utilizzare il nome storico nella forma attuale e dovrebbe individuare una soluzione diversa.
Sul futuro continua inoltre a pesare la lunga controversia familiare con Giovanni Nava, cugino dei tre fratelli Barbara, Giovanni e Matteo Hoepli. Nava detiene oggi il 33 per cento della società e attende entro giugno la sentenza della Cassazione sulla richiesta di una diversa attribuzione delle quote. Una vicenda che da anni accompagna la storia della famiglia e che resta sullo sfondo anche in questa fase conclusiva.
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