Campione di riproduzione: ha generato più di duemila figli
Nel 2001 vinse nello stesso anno le tre grandi corse del trotto europeo (Prix d’Amérique, Lotteria ed Elitloppet) e poi la Breeders Crown negli Stati Uniti. L’anno dopo completò nuovamente il Grande Slam e concluse la carriera agonistica con il tour mondiale terminato a Montréal il 28 settembre.
La sua fama, però, non terminò con l’ultima corsa: Varenne divenne un simbolo dello sport italiano e un protagonista della riproduzione. Dopo l’attività in campo ippico, il “Capitano” ha fatto per anni lo stallone e ha generato più di 2000 figli.
Ancora oggi il suo nome è legato a un’epoca irripetibile del trotto, quella di un cavallo capace di trasformare ogni gara in un evento e di conquistare appassionati in tutto il mondo.
Il proprietario: “Una leggenda che va oltre lo sport”
“Ci lascia non solo il più grande cavallo trottatore della storia ma una delle più grandi leggende italiane, che va oltre lo sport. L’affetto di tanti italiani in queste ore è commovente, ringrazio tutti”. Così all’Adnkronos un emozionato Daniele Giordano, divenuto proprietario di Varenne, dopo la morte, l’anno scorso, del padre Enzo. “Sono stato testimone di quasi tutte le vittorie di Varenne, perché seguivo sempre mio padre negli ippodromi di tutto il mondo -aggiunge Giordano-. Mi ricordo con particolare emozione quando, dopo il secondo successo nel Gran Prix d’Amerique nel 2002, Varenne si ‘inchinò’ di fronte a decine e decine di bandiere italiane. Provammo una felicità particolarmente intensa”.