Editore geniale
di Redazione
Torino – Lo chiamavano «Il signore dell’arte». È morto ieri all’età di 88 anni, nel giorno del suo compleanno, Umberto Allemandi, fondatore dell’omonima casa editrice e per oltre 40 anni direttore e anima della prima testata d’arte italiana Il Giornale dell’Arte.
Da Torino al mondo, ha innovato il modo di scrivere di arte incrociando la sua storia con quella dei torinesi Armando Testa prima e Alberto Bolaffi poi, con cui ha inventato dello storico catalogo per l’arte. Negli anni Umberto Allemandi ha incontrato i grandi artisti che hanno segnato un’epoca: da Giorgio de Chirico a Salvador Dalí, da Joan Miró a Man Ray.
Il primo a ricordarlo, ieri sera, è Michele Coppola, attuale presidente della Allemandi Editore, insieme con l’ad Luigi Cerutti: «Siamo profondamente dispiaciuti per la scomparsa di Umberto. Questo primo anno della nuova storia della Allemandi ci ha permesso di passare molto tempo con lui e di rinnovare la sua visione nel nostro lavoro quotidiano. Sentiamo forte la responsabilità di continuare ad innovare nella divulgazione dell’arte e della cultura assicurando solidità, identità e continuità alla casa editrice e a Il Giornale dell’Arte, le sue più grandi intuizioni».
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