Cronaca
|
27/12/2025 14:07

Morto Lorenzo Reina, l’artista pastore che costruì il Teatro Andromeda ad Agrigento. Trovato dal figlio

È morto per cause naturali

di Redazione

Agrigento – Lorenzo Reina aveva 65 anni. È stato trovato morto la mattina del 27 dicembre dal figlio Libero nella casa di campagna vicina al suo teatro, a Santo Stefano di Quisquina in provincia di Agrigento. Un uomo straordinario, con una storia straordinaria raccontata tante volte e sempre con stupore. Da pastore a scultore.

Suo padre, pastore, lo voleva a governare il gregge e visse con un senso di tradimento il percorso artistico che il ragazzo ad un certo punto decise di intraprendere. Ma riuscì, sul letto di morte, a farsi promettere dal figlio che sarebbe ritornato a fare il pastore. Lorenzo mantenne la promessa, ma cominciò a disseminare nei terreni paterni le sue gigantesche sculture fino a quando individuò una spianata dove avrebbe costruito il teatro. Pietra su pietra creò il teatro Andromeda con i 99 posti a sedere distribuiti secondo il disegno della costellazione.

Un’opera che non ha mai smesso di ritoccare e di ridefinire, anno dopo anno. Un luogo dello spirito. Uno dei teatri più belli del mondo, meta di tanti visitatori in cerca di ispirazione, di pace, di senso.

Stava lavorando alla costruzione del suo teatro, quando lesse su una rivista che la Via Lattea e la galassia m31 della costellazione di Andromeda viaggiano l’una verso l’altra e finiranno per entrare in collisione tra circa quattro miliardi di anni. Da qui il nome dato al suo teatro, i cui 108 sedili in pietra sono collocati nei punti corrispondenti alle stelle di Andromeda.

La sua vita si svolgeva all’interno dell’opera che ogni anno accoglie migliaia di visitatori: la sua “opera infinita”, come la chiamava, è stata poi completata 2 anni fa, nel 2023, presentata nel giorno del suo compleanno, il 19 marzo.

Uomo pieno di spirito e mente geniale, lo si poteva incontrare mentre era in giro con le sue pecore, nelle montagne di Santo Stefano di Quisquina. Il luogo del suo ovile è stato trasformato in un’opera d’arte che negli anni si è trasformata, non perdendo la sua anima e il collegamento con le stelle.

Papà di due figli, Lorenzo lascia il vuoto nella comunità stefanense che lo chiamava “maestro” e che adesso ha perso un pezzo di storia.