di Redazione
I fondi oggi postati in bilancio per la farmacia comunale e per il Magistrale comunale potrebbero essere reinvestiti nella prossima legislatura in favore della creazione di servizi per la fruizione dei beni culturali.
Di questo si parla a Scicli in vista del nuovo quinquennio che si apre con le elezioni di maggio. Il museo dell’arte sacra e della civiltà barocca al Carmine, il museo all’aperto delle grotte di Chiafura, l’ex convento dei Cappuccini e Villa Penna. Sono solo alcuni dei beni culturali che dovranno essere riattivati, rifunzionalizzati, e soprattutto fruiti.
Ma è immaginabile che il Comune sia in grado di sostenere gli oneri economici di questi nuovi servizi da istituire, ad esempio con l’affidamento in convenzione dei servizi di apertura e chiusura dei siti a cooperative giovanili? Probabilmente no. Ed è pensabile che istituendo un ticket vi sia la sostenibilità economica per tali servizi?
Tutte domande poste di recente anche dal vicesindaco di Scicli, Enzio Muccio, che da assessore al bilancio pone il dubbio se sia pensabile che il Comune continui a sostenere l’onere di una farmacia e di una scuola media superiore a gestione comunale, entrambi retaggio di una visione di intervento pubblico nell’economia a dir poco statalista.
Il Magistrale pesa per 350 mila euro l’anno nelle casse del Comune, la farmacia è spesso in pareggio, ma probabilmente il Comune avrebbe più interesse a darne la gestione all’esterno piuttosto che assicurarla con personale proprio.
Serve liberare risorse economiche per dare respiro al bilancio comunale, ingessato, costretto in ambiti di manovra ristretti, incapace di essere piegato alle esigenze della comunità. Ogni anno si ripropone il tema del taglio al sociale, un capitolo di bilancio di grande importanza, sia in termini economici che di ricaduta sociale in una città in cui il disagio è palpabile e investe larghi settori della popolazione.
Una ristrutturazione finanziaria delle casse dell’ente consentirebbe di rendere più semplice amministrare per il nuovo primo cittadino e per la squadra di collaboratori. Senza contare la necessità di recuperare i tredici milioni di euro per il conferimento in discarica.
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