di Redazione
Torino, 4 mar. La mostra ‘Il Nilo a Pompei’, inaugurata, oggi, a Museo Egizio di Torino, e’ la prima tappa del progetto ‘Egitto Pompei’, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Le tre realta’ culturali ospiteranno, infatti, nel corso dell’anno diverse iniziative, che mirano ad indagare i rapporti tra la cultura egizia e quella grecoromana. ‘Il Museo Egizio ha sottolineato la presidente della Fondazione Museo delle Antichita’ Egizie Evelina Christillin crede fortemente nel valore della sinergia tra centri culturali, conscio che il fare rete sia ormai un requisito indispensabile per evolversi e valorizzare il patrimonio artistico e culturale nazionale’. Il percorso espositivo, articolato in nove sezioni, si sofferma, in particolare, sui siti campani di Pozzuoli, Cuma e Benevento e propone opere, per la prima volta, esposte a Torino, come gli affreschi del tempio di Iside a Pompei o della Casa del Bracciale d’Oro. In tutto sono oltre 300 i reperti presentati di cui 172 provenienti da Napoli e Pompei. La seconda tappa del progetto, presentata, oggi, dal direttore della Soprintendenza Massimo Osanna sara’ a Pompei, nella Palestra Grande, il prossimo 16 aprile, con l’esposizione di sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhmet e la statua del faraone Tutmosi I, che per la prima volta escono dal museo Egizio di Torino. All’interno degli scavi verra’ tracciato, inoltre, un percorso egizio a partire dal tempio di Iside. Infine, il 28 giugno il terzo capitolo sara’ al Museo Archeologico di Napoli con l’inaugurazione di una nuova sezione del percorso di visita delle collezioni permamenti. E dall’8 ottobre prossimo l’intero progetto si concludera’ con la riapertura della collezione egiziana del Museo di Napoli, come ha spiegato il direttore Paolo Giulierini. ‘La cosiddetta ‘diplomazia dei musei’ puo’ essere una chiave importante ha concluso la presidente Christillin sottolineando l’importanza di questa collaborazione per tenere aperti canali che, altrimenti, lo sarebbero molto difficilmente’. .
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