di Redazione
Se la necessità aguzza l’ingegno, la crisi economica stimola la creatività. E così, in questi tempi duri per la distribuzione, fioriscono nuove formule commerciali che si propongono come alternativa ai supermercati per lo shopping alimentare delle famiglie. Il mercato dei contadini diventa realtà nei comuni che aderiscono al Consorzio Valle dell’Ippari: Santa Croce, Comiso, Vittoria e Acate. Se da un lato industrie del mass market e retailer soffrono per i carrelli della spesa sempre più leggeri, dall’altra sale l’incasso della vendita diretta, si sviluppano i farmer market, aumenta il peso degli acquisti di gruppo, cresce il numero degli italiani che comprano alimenti “alla spina” e scelgono la spesa a chilometro zero. Tutte occasioni per mangiare bene spendendo di meno. Secondo Cia-Confagricoltura comprare dal produttore fa risparmiare il 30%, per Coldiretti si arriva fino al 60%. Merito della filiera corta, che, eliminando gli intermediari (con i relativi costi e margini), permette di tenere i prezzi più bassi. In tempi di carovita, la formula dal produttore al consumatore è tornata d’attualità: a Santa Croce Camerina, con una periodicità di due volte al mese, il venerdì, nell’area della piazza del Mercato Vecchio nel centro storico. “La giunta municipale – dice l’assessore allo sviluppo economico, Giuseppe Pluchino – con un proprio atto deliberativo del giugno scorso ha approvato il progetto e il disciplinare relativi al mercato degli agricoltori secondo le modalità previste dalla legge regionale e sanitaria in materia. Il progetto che contempla una somma di 85 mila euro, per l’acquisto di beni e attrezzature, dovrà essere approvato dalla Regione Sicilia che erogherà con propri fondi – afferma Pluchino – la gran parte delle voci contenute in progetto. Le rimanenti quote sono a carico dei bilanci comunali dei comuni consorziati ripartiti proporzionalmente al numero degli abitanti”. Per Santa Croce, un comune a vocazione agricola, rappresenta un’ulteriore occasione di sviluppo destinato principalmente alle aziende di minore grandezza. “Il mercato dei contadini troverà un utilizzo conveniente non soltanto da parte del consumatore – aggiunge l’assessore Pluchino -, ma agevolerà altresì quelle piccole imprese che potranno vendere i loro prodotti, anche se in modesta quantità, a prezzi più remunerativi del mercato all’ingrosso e certamente più convenienti al consumatore. Resta inteso che la nostra realtà agricola basata sulla media e grande impresa non potrà prescindere dal canale commerciale del mercato ortofrutticolo locale per la commercializzazione di prodotti all’ingrosso di maggiore entità”. Un altro aspetto da non sottovalutare nel mercato dei contadini è quello della stagionalità: impossibile pretendere di trovare le fragole in gennaio o gli asparagi a settembre. Frequentando i farmer market o facendo spesa in cascina si è costretti a modulare i propri acquisti in base al calendario delle produzioni del momento. Indicazioni generali sui mercati contadini esistenti sono le priorità ai piccoli produttori e i mercati ‘senza mercanti’, che accorciano la filiera in quanto permettono l’incontro diretto tra produttore e consumatore con luoghi di convivialità, dove è possibile fermarsi, parlare, consumare un pasto e un bicchiere di vino in compagnia, dove fare la spesa non è più solo un atto “funzionale” ed alienante, ma un tempo riconquistato al piacere e alla socialità.
Telenova
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