di Redazione
Il dado delle alleanze è quasi tratto: Pier Ferdinando Casini non entrerà nel Pdl di Silvio Berlusconi e dovrebbe essere il candidato premier dell’Udc. Il simbolo per i centristi è irrinunciabile e la richiesta del suo partito, per bocca del segretario Lorenzo Cesa durante la direzione nazionale del partito di stamattina, è netta: “Fai un sacrificio: guidaci in questa campagna elettorale come candidato premier”.
Rimane l’incognita della decisione che prenderà Casini, che ha chiesto ancora qualche ora nella quale dice di voler parlare con Berlusconi (anche se sono alte le probabilità che nel giorno di San Valentino sia decretata la fine dell’amore con Cavaliere). L’ex presidente della Camera ha tre opzioni: 1) portare l’Udc da sola al voto; 2) allearsi con gli altri centristi della Rosa Bianca e magari anche Mastella e Dini; 3) ritornare all’ovile del centrodestra berlusconiano.
Nella prima ipotesi i rischi sono molto alti: i sondaggi non vedono l’Udc piazzata benissimo. E secondo alcuni esponenti di Forza Italia addirittura lo stesso Casini rischierebbe di non entrare in Parlamento.
La seconda e la terza possibilità prevedono l’abiura di Pier Ferdinando. Nel primo caso verso
Intanto dalla Rosa Bianca spiegano che un’eventuale intesa con Casini e l’Udc non è in vista: “Noi siamo il nuovo – sottolineano i centristi di Tabacci – e non vogliamo inquisiti in lista”. Il riferimento a Cuffaro, e non solo, è più che casuale.
Si sentono in qualche modo dei grillini di centro. E non è un caso che il candidato premier dei centristi, Tabacci, oggi abbia ancora una volta sbattuto la porta (lo aveva fatto 20 giorni fa in incontri riservati) a Clemente Mastella: “Escludo categoricamente l’ipotesi di un’alleanza con Mastella”.
© Riproduzione riservata