La sardina di Golani, tipica del Mar Rosso, ha preso il posto del polpo
di Redazione
Il mare ha la febbre.
La sardina di Golani, le triglie del Mar Rosso — dorate o dalla coda striata — pesci coniglio, pesci lucertola e pesci pappagallo. E poi pesci flauto che arrivano a pesare anche un chilo e mezzo, pesci scorpione dalle spine velenose, il pesce palla maculato, tossico, il calamaro indo-pacifico e il granchio blu. Il Mediterraneo si scalda e cambia il pescato: con il mare che d’estate supera i 30 gradi i pesci tropicali ci sguazzano, mentre i polpi (sempre meno) si spostano verso acque più fresche in favore dei pesci tropicali.
E i ricci oggi sono sempre più difficili da vedere. È quasi più facile imbattersi in un pesce pappagallo che in un riccio.
Mentre sui social girano già i “catch and cook”, i tutorial che spiegano, passo dopo passo, come pulire e cucinare un pesce scorpione, in Sicilia il salto dalla rete al banco del pesce ancora non c’è stato.
Bisogna stare a ttenti a quelli da non mettere in pentola. Come è successo a Gela qualche mese fa: un uomo compra al porto dei saraghi e insieme al pescato si porta a casa un pesce palla maculato di oltre due chili, già eviscerato e pronto da cucinare. A riconoscerlo è il figlio, che lo aveva visto nelle immagini della campagna di sensibilizzazione dell’Ispra sulle specie aliene potenzialmente pericolose, e ferma il padre prima che il pesce finisca in pentola. Poi la segnalazione alla Capitaneria di porto. Il pesce palla maculato è altamente tossico e non va mangiato neppure cotto.
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