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19/05/2026 01:56

Nella Ragusa dei supermercati costruiti al posto dei mulini e delle fabbriche dismesse chiude il cinema multisala Madison, ma stavolta Cassì ha ragione

Il sindaco Cassì ha fatto solo quello che la legge impone di fare. Salvaguardare l’incolumità degli spettatori.

di Redazione

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Ragusa – Quando alla chiesa della Badia di Ragusa Gian Antonio Stella narrò del nuovo amore di Silvio Berlusconi, una scultura di Marte amputata in varie parti, spiegò come il Cavaliere durante la sua ultima Presidenza del Consiglio ne avesse fatto realizzare una copia, e nel clone avesse fatto “ripisellare” il dio della guerra, collocandolo, con l’organo genitale rinvigorito dal restauro, a palazzo Chigi.

Che l’Italia abbia un rapporto complesso coi beni culturali, il più importante dei quali è il Paesaggio, è sempre stato chiaro nel pensiero del grande giornalista del Corriere della Sera: “Per costruire un paesaggio ci vogliono secoli, a volte millenni. Pensate al paesaggio italiano, a quello di San Gimignano, o a quello degli Iblei. Basterebbe un sindaco di Ragusa palazzinaro per distruggere il paesaggio ragusano”.

Correva il 2012, la chiesa della Badia era satura di spettatori in ogni ordine di posti e dal pubblico venne giù un applauso fragoroso accompagnato da crasse risate che avevano come destinatario non troppo ignoto l’allora sindaco di Ragusa Nello Dipasquale.

Se Gian Antonio venisse invitato oggi a Ragusa la sua allusione odierna non sarebbe indirizzata ai sindaci palazzinari, ma ai sindaci che amano i supermarket. E Stella potrebbe parafrasare se’ stesso con un: “Immaginate se il sindaco di Ragusa abbattesse il Mulino Curiale per fare al suo posto un grande supermercato!”.

Partiamo da questa lontana premessa per raccontare di una città, Ragusa, in grave crisi di identità. Una comunità che discute della imminente chiusura del cinema multisala Madison, la cui scomparsa determinerà una perdita culturale per tutta la provincia.

La tegola cade sulla città capoluogo mentre si discute della circostanza che ai palazzinari dei palazzi e delle ville a schiera la politica qui ha sostituito i palazzinari dei supermercati.

E poco conta che la ex fabbrica Ancione, beneficiaria di installazioni di Street Art finanziate anche con fondi pubblici su una proprietà privata che ora è stata venduta, diventi anch’essa, e secondo previsioni di Piano stavolta, sede ancora una volta di un supermercato.

Il tema è la visione, il modello di crescita. Fino a 15 anni fa il volano economico era stato individuato dai lottizzatori nella costruzione degli appartamenti e delle villette a batteria, oggi nei grandi negozi dove si acquistano i beni di consumo del vivere quotidiano.

Purtroppo, il Centro storico di Ragusa, e anche le aree tampone, è stato svuotato di funzioni importanti, e fra queste la presenza di un Cinema. Il “La Licata” e il cinema Duemila hanno ceduto il passo al periferico Multisala Cineplex, oggi Madison, la cui vicenda amministrativa, vieppiù alla luce della strage di Crans-Montana, non permette di concedere deroghe.

Se i Vigili del Fuoco e la Questura dicono che la struttura non è a norma con le leggi italiane e con le misure di sicurezza, la funzione culturale di luogo di cultura non può diventare una esimente per il titolare.

Il sindaco Cassì ha fatto solo quello che la legge impone di fare. Salvaguardare l’incolumità degli spettatori. Non ci sono eccezioni, non ci sono sconti. Sulla linea della legalità e del diritto non si torna indietro.

Ragusa perde il Madison già Cineplex. Per insipienza del privato stavolta. Coraggio, fra qualche anno avremo un nuovo sindaco che ci consolerà forse con un altro supermercato.

 

Nella foto, la statua di Marte prima del restauro voluto da Silvio Berlusconi.