di Redazione
Non è facile descrivere e narrare con chiarezza ciò che avviene nel nostro Consiglio Comunale.
Nella seduta del 21 settembre si è discusso dei criteri generali per adottare la pianta organica del Comune. Il Segretario Generale dà lettura di una nota del Ministero degli Interni relativa alle possibili incompatibilità dei Consiglieri Comunali in cui si parla esplicitamente di bob ton istituzionale, qualora i consiglieri abbiano parte in causa nella delibera in oggetto. E qui inizia il gioco delle parti. Raccolgono subito l’invito i Consiglieri Fiorilla e Carrabba,gli altri discutono sulle presunte incompatibilità, citando l’esempio del Consiglio precedente del 1999, della Giunta precedente ed attuale e citano anche qualche chiacchiera su presunte parentele del Sindaco. Si allontanano ancora il Consigliere Migliorino ed il Consigliere Papaleo che, sembra l’unico ad esprimere una reale riflessione politica e che non condivide l’adozione di un tale atto da parte della Giunta proprio a fine legislatura né ritiene corretto emendarlo perché ciò significa sostanzialmente accettare l’atto. Non si allontanano altri consiglieri, pur osservati attentamente per le loro strette parentele fra i dipendenti comunali. Sono assenti i Consiglieri Caruso, Cannata, Giannone E. E’ presente il consigliere Giannì che voterà successivamente con il Centrodestra.(Tra parentesi questo sembra essere uno dei risultati della strategia del PdCI che aveva richiesto la decadenza del Consigliere).
Si può disquisire giuridicamente e politicamente su cosa sia veramente corretto. La Giunta adotta un provvedimento di sua competenza secondo i criteri in suo possesso, il Consiglio non ha avuto l’avvedutezza negli anni precedenti di approvare nuovi criteri per cui si potrebbe individuare un atto di mero ostruzionismo. Il Consiglio non si sente rispettato perché non è stato consultato prima dell’adozione dell’atto. Ma un Sindaco di Centrosinistra può stimolare un Consiglio di Centrodestra ad approvare dei criteri che prevede certamente contrari ai suoi? Ed un’ opposizione consiliare che si chiami tale poteva individuare e chiedere con un atto ufficiale,unitario e pubblico che tutti i Consiglieri,compreso il Presidente del Consiglio ed i componenti della Giunta, dessero un esempio di imparzialità per non prestarsi ai commenti e alle numerose illazioni e affermassero chiaramente che se il bon ton non è stato utilizzato in precedenza, ciò non diventa un motivo per continuare ad agire nello stesso modo, anzi.
Scicli, 23 settembre 2007-09-22
Donata Militello
Salvatore Emmolo
Circolo Scicli Democratica
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