Cronaca
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19/04/2026 19:47

Neonato lasciato nella Culla per la vita con un saluto della madre: «Non ti possiamo dare serenità, ti amo tantissimo»

Il piccolo sta bene e ha già mangiato.

di Redazione

Bergamo – La campanella dell’allarme è scattata alle 9.45: qualcuno, dopo avere aspettato che terminasse il temporale che dalla prima mattinata infuriava su Bergamo, aveva depositato un bambino nella Culla per la vita alla sede della Croce rossa. Per la seconda volta dal 2019, quando il dispositivo dell’associazione Donne medico si trova in quel punto, un neonato è stato lasciato in quella culla riscaldata. Si tratta di un maschietto, che ora si trova all’ospedale Papa Giovanni, ha già mangiato ed è in buone condizioni.

La madre ha lasciato anche un biglietto, mezza pagina strappata da un quaderno a quadretti su cui la donna (parlando al plurale, e quindi non si dovrebbe trattare di una persona in condizioni di solitudine) scrive: «Ti auguro tanta gioia e serenità che non siamo in grado di darti. Ti abbiamo amato dal primo istante. Ti amo da morire».

Bergamo, neonato abbandonato alla Culla per la vita alla Croce Rossa con una lettera della madre

L’esterno della Culla per la vita

L’allarme

«Qui c’è un grande numero di sistemi di sicurezza e sono ridondanti ,non solo un allarme ma diversi – spiega il presidente della Croce rossa bergamasca Gianluca Sforza -. Il centralinista della sala radio riesce a verificare subito come sta il bambino con una telecamera interna, e conosce a ogni minuto la situazione della temperatura e della climatizzazione della stanza che è monitorata, e se si alza o si abbassa di un grado scattano degli allarmi e viene ripristinata».

L’intervento

È così che è successo anche con l’allarme di stamattina: sono scattati un campanello all’interno, un allarme al computer dell’operatore di servizio e a un terminale che visualizza l’interno della culla da parte dell’operatore di sala radio della Croce rossa. La centralinista ha avvisato il 112 che ha avvisato l’ambulanza più vicina, che è della stessa Croce rossa ma che, essendo la sede in corso di ristrutturazione, si trova all’interno dell’Accademia della Guardia di finanza in largo Barozzi. Questione di un minuto e l’ambulanza è arrivata insieme a un’automedica di Areu e una pattuglia delle Volanti della polizia (che ha preso in consegna la lettera e ha avvisato il pm di turno), con l’operatrice che intanto controllava le condizioni del bambino. I soccorritori hanno attivato il kit neonato in dotazione all’ambulanza, poi sono partiti per il Papa Giovanni. I medici del pronto soccorso hanno visitato il bambino e ne hanno accertato le buone condizioni. Nella tarda mattinata aveva già mangiato.

 

Bergamo, neonato abbandonato alla Culla per la vita alla Croce Rossa con una lettera della madre

Le scritte in otto lingue

L’anonimato

«Le mamme che devono decidere del futuro del proprio bambino – continua Sforza – devono sapere che che qui hanno una situazione sicura e totalmente anonima, in cui nessuno può vederla dall’interno e dall’esterno. Possono partorire in anonimo in ospedale ma poi hanno a loro disposizione anche la Culla per la vita, che ha informazioni per loro in otto  lingue diverse».  Depositare un neonato nella Culla non costituisce reato di abbandono di minore, proprio perché il dispositivo è progettato per garantire il soccorso immediato e il benessere del bambino.

L’ospedale

Il Papa Giovanni non fornisce dettagli sul piccolo, «a tutela della mamma, del bambino e del suo futuro», ma specifica che «è stato immediatamente accolto e si trova in buone condizioni, assistito con la massima attenzione e con tutte le cure necessarie». L’ospedale «intende inoltre rivolgere un pensiero alla mamma, nella piena consapevolezza della delicatezza del momento: qualora ne sentisse il bisogno, potrà rivolgersi alla struttura in qualsiasi momento. Le saranno assicurate accoglienza, ascolto e ogni supporto sanitario e umano, nel massimo rispetto della sua tutela. L’ASST Papa Giovanni XXIII continuerà a prendersi cura del bambino con dedizione e professionalità, garantendo al contempo la massima discrezione nei confronti di tutte le persone coinvolte».