di Redazione
Se Forza Italia, come ha dichiarato il commissario provinciale Innocenzo Leontini, ha effettuato «un investimento» su Paolo Roccuzzo e il suo gruppo, ha probabilmente calcolato male la portata dell’operazione. Roccuzzo, cui il sindaco, come è noto, ha affidato un incarico di esperto, si affretta a ribattere: «Non c’è e non ci sarà – dichiara l’ex capogruppo Ds alla Provincia – alcuna adesione, mia e del mio gruppo, a Forza Italia. Ribadisco il mio orientamento di centrosinistra, pur rispettando le idee politiche degli altri».
Anche il sindaco Nello Dipasquale si trova spiazzato dalle parole di Leontini e rilascia dichiarazioni che correggono il tiro: «Il rapporto che ho inteso instaurare con Paolo Roccuzzo è di natura squisitamente tecnica e di tipo professionale, nel pieno rispetto dell’ideologia politica di Roccuzzo, da non considerarsi quindi organico a Forza Italia e al centrodestra». Sulla valenza tecnica dell’incarico concorda anche Roccuzzo («È una collaborazione tecnica e professionale») che poi aggiunge: «Ho accettato questo incarico e intendo onorare l’impegno assunto nel rispetto delle regole e della dignità personale».
Gli interventi di Leontini e Dipasquale, che danno interpretazioni opposte all’incarico affidato a Roccuzzo, rischiano di aprire un fronte interno a Forza Italia e al centrodestra. Se l’incarico a Roccuzzo non è politico, nel partito e nella coalizione del sindaco non c’erano altre professionalità in grado di assolvere una consulenza sulle risorse idriche?
Il problema era stato già posto da Filippo Angelica (Ragusa Popolare) e anche Salvatore Battaglia, che ha lasciato prima delle elezioni la sinistra per candidarsi con Forza Italia, si è sentito in qualche modo scavalcato all’interno del partito. La prospettiva di un «investimento politico» poteva anche essere compresa (soprattutto in una fase nella quale Forza Italia ha bisogno di crescere per non cedere in Sicilia lo scettro del primo partito della coalizione alla federazione tra Mpa e Udc) ma se questa prospettiva non è reale, il sindaco e di riflesso anche Leontini dovranno spiegare agli alleati della Casa delle libertà perché hanno rivolto le loro attenzioni su un professionista dichiaratamente di area di centrosinistra.
Anche Riccardo Minardo ha accolto senza particolare entusiasmo l’appello lanciatogli da Innocenzo Leontini. Anche il coordinatore regionale, Angelino Alfano, si è detto disponibile a un incontro. Il parlamentare è però chiaro come non mai: «Ho ascoltato gli appelli ma non vi ho trovato alcuna risposta alle mie istanze. Non ho chiesto incontri al presidente Berlusconi o al coordinatore Alfano. Ho posto delle richieste chiare (un assessorato alla Provincia e uno al Comune di Ragusa, n.d.r.) e attendo ora i fatti. Ho recepito gli appelli, ma – aggiunge Minardo – sono abituato ai fatti perché le parole non mi appartengono. Se alle parole seguiranno i fatti, va bene, altrimenti – conclude il parlamentare nazionale – gli appelli cadranno nel vuoto. Volendo il problema si può risolvere senza alcun incontro. Basta attribuire alla mia area ciò che le spetta».
Sono concetti che Minardo ribadirà quanto prima ad Alfano e allo stesso Berlusconi che vedrà alla ripresa dell’attività parlamentare. L’impressione è che difficilmente Forza Italia potrà rispondere in modo positivo alla richiesta di Minardo. Il Mpa e Raffaele Lombardo, del resto, accoglierebbero con entusiasmo Minardo perché costituirebbe il deputato che ancora manca per costituire il gruppo parlamentare a Montecitorio. La certezza è costituita dall’avvicinarsi dei congressi di Forza Italia e Mpa. Saranno questi, con ogni probabilità, i momenti che metteranno la parola fine al tormentone sulla collocazione politica di Riccardo Minardo e del suo gruppo.
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