Roma – L’irruzione di aria fredda dalla Russia evoca la possibilità della neve a Roma. C’è chi sogna un evento come quello del 2018, ma stavolta per Capodanno. Quali sono le reali possibilità? Il parere di Franca Mangianti, presidente dell’Associazione “Edmondo Bernacca” onlus e responsabile dell’osservatorio meteorologico di Roma Collegio romano per 40 anni.
Quale situazione meteorologica attende l’Italia?
L’Italia nei prossimi giorni sarà sempre sotto un’alta pressione. In linea di massima ci sarà sempre bel tempo e quindi poca possibilità di precipitazione (e neve) in tutta l’Italia.
Neve a Roma?
Per quanto riguarda Roma, escludo assolutamente che ci sia un evento nevoso.

Perché?
Ci devono essere due condizioni perché si verifichi.
Quali?
Un’irruzione fredda dalla Russia e una bassa (ndr, bassa pressione) sul Golfo di Genova, che viene a portare la neve (qualora le temperature siano da neve). Ma comunque è sempre difficile che nevichi su Roma. La Capitale ha alle spalle gli Appennini. E quando viene una perturbazione da Est è difficili che superi la catena montuosa. E poi c’è sempre il Mar Tirreno che mitiga la situazione.
Le ultime nevicate che ci sono state a Roma?
L’ultima volta in cui la neve si è depositata abbondantemente è stato nel 2012 e 2018. Poi c’era quella famosa del ’56. Non è un fenomeno che capita frequente e facilmente.
La giornata più fredda dei prossimi giorni?
La giornata più fredda potrebbe essere proprio Capodanno, il primo giorno del 2026, in cui la temperatura minima potrebbe rasentare gli 0°. Ma non neve, perché non essendoci le nuvole non c’è neve. Si potrebbe andare, per assurdo, anche a 10 gradi sotto zero: ma con il cielo sereno niente neve.
E le previsioni per i giorni successivi a Capodanno?
Il giorno dopo le temperature riaumentano, andiamo già sopra i 7° di minima. Però il 2 potrebbe essere una giornata in cui ci potrebbe essere qualche precipitazione. Quindi dal 2 un po’ di di pioggia. Una precisazione però vorrei fare.
Certo.
Voglio ricordare che le previsioni meteorologiche, anche con gli strumenti che abbiamo oggi, a più di 5 giorni possono essere abbastanza variabili. Man mano che ci sposiamo dalle 24 ore alle 48 è sempre di meno la probabilità che le previsioni siano giuste.
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