Da solo sul palco, one man show
di Paola Fidone
Scicli – È un vento primaverile quello che soffia per Niccolò Fabi alle prese con il nuovo Solo Tour 2011, iniziato ad aprile con varie tappe in tutta la penisola e giunto ieri a Scicli al Teatro Italia.
Un nuovo tour, a distanza di quasi due anni, che vede per la prima volta il cantautore romano abbandonare i consueti luoghi del concerto per esibirsi in teatro con un vero e proprio spettacolo musicale. E la novità è che sul palcoscenico è solo, con attorno i suoi strumenti.
“Vado veramente fiero di questo giro di concerti in teatro con questo spettacolo che arriva anche qui, perché di solito da queste parti riesco ad arrivare in estate quando i concerti sono all’aperto. Però la cura dei dettagli, piccole sfumature che si possono rendere in un teatro evidentemente è difficile renderle in un concerto in piazza” dice Niccolò. Ed effettivamente ieri a Scicli non si è trattato di un semplice concerto: il cantante, vestito in frac, ha creato una performance attraverso il “dialogo” con vari strumenti musicali, unica presenza sul palco oltre ad alcuni oggetti isolati.
L’essenziale scenografia era infatti composta da un divano, uno specchio, una lampada accesa, due palloncini e sei strumenti musicali diversi che però man mano vengono portatati via del cantante, tra un pezzo e un altro, fino a svuotare il palco. L’artista non segue una scaletta antologica del suo repertorio, canta pezzi famosissimi e altri meno cantati ai concerti e li arrangia con strumenti nuovi. Momento particolarmente intenso dell’esibizione la campionatura dei suoni e della voce dell’artista durante l’esecuzione, tale da creare un effetto di sorpresa in cui gli strumenti suonano da soli e la voce si replica.
“Come avete potuto vedere è molto lontano questo concerto dall’idea del “solo” inteso come chi canta con la chitarrina il suo repertorio. Di solito effettivamente molti cantanti lo fanno un po’ per semplificarsi la vita, io me la sono complicata come sempre, forse perché credo davvero che la complicazione sia la molla per la crescita, per il miglioramento. Credete che affrontare questo concerto facendo queste piccole e grandi cose è meravigliosamente complesso, ma lo dico senza sottolinearne la difficoltà. Lo dico perché l’ostacolo, il nodo, un volta che si è riusciti a scioglierlo, è davvero molto più forte “ dichiara l’artista a fine spettacolo.
La ricerca di Niccolò di emozioni forti, diverse da vivere e superare lo spinge a entrare “nella scatola nera del teatro” e confrontarsi con un nuovo ostacolo, direi superato eccellentemente. Il pubblico numerosissimo di Teatro Italia canta assieme a lui, lo applaude calorosamente e apprezza la sua ironia quando più volte dialoga e rivolge l’applauso, anziché ai suoi musicisti volutamente assenti, alle chitarre.
È un Niccolò che decide di tornare in scena dopo due anni, a seguito del tour di “Solo un uomo” del 2009 e forte dell’esperienza e del successo del concerto benefico “Parole di Lulù”. Torna sperimentando un modo nuovo per avvicinarsi al suo pubblico: decide infatti di spogliarsi di ogni orpello, di ricercare l’essenzialità e porsi senza protezioni di fronte agli spettatori e ai fan. Un modo per ringraziarli e ricambiarli dell’affetto sempre mostrato. Disponibile e divertente infatti il Niccolò di ieri sera con il suo pubblico, un po’ meno e un po’ troppo riservato invece con i giornalisti che non vuole incontrare.
Una volta svuotato il palco e staccato anche il microfono rimane solo lui e i due palloncini. Il ricordo della piccola Olivia scomparsa l’anno scorso è sempre presente e l’ultimo pezzo che commuove e chiude lo spettacolo è “Parole parole” di Mina. Cantata da Niccolò al concerto “Parole di Lulù” il 30 agosto scorso, organizzato in memoria della figlia che proprio quel giorno avrebbe compiuto due anni, era la sua canzone preferita.
Foto Adele Statello
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