Attualità
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19/08/2007 00:00

Niente dibattito sul consuntivo Aapit

di Redazione

Il primo colpo è stato a salve. Il consiglio provinciale si è riunito per esaminare il Consuntivo dell’Aapit, ma non ha raggiunto il numero legale. Lo ha sfiorato di un niente, ma non c’è riuscito. Eppure tra quelli in aula e quanti sostavano nei corridoi di consiglieri ce n’erano a sufficienza per dare validità alla seduta. Ma del centrodestra hanno risposto presente solo Salvatore Mandarà (Fi) ed Enzo Pelligra (An), oltre che al presidente dell’assise Giovanni Occhipinti, che non poteva esimersi dalla presenza.
Nel primo appello, chiamato alle 18 in punto, hanno risposto presente appena sette consiglieri. Un’ora dopo, alle 19, tra gli scranni c’erano dodici consiglieri: sette del centrosinistra (mancava solo il diellino Fabio Nicosia), i due di Mpa, Silvio Galizia e Rosario Burgio, il presidente Occhipinti, Salvatore Mandarà ed Enzo Pelligra. Nei corridoi sono rimasti, invece, l’onorevole Riccardo Minardo e l’aennino Ignazio Nicosia.
Il segnale sembra inequivocabile. Il consuntivo dell’Aapit non va discusso. Da lunedì sarà approvato con il silenzio-assenso ed il parere negativo dei revisori dei conti resterà solo una carta in più tra gli atti complessivi di cui non si preoccuperà più di tanto.
Oggi si fa l’ultimo tentativo. Per dare validità alla seduta bastano dieci consiglieri. E il centrosinistra ritiene che ci possa essere la possibilità che il numero legale si raggiunta. I conti sono presto fatti: l’opposizione è certa di schierarsi con tutti i suoi otto effettivi; il nono sarà il presidente del Consiglio. A quel punto bastano i due esponenti di Mpa, che, al momento, sono in rotta di collisione con la CdL perché lasciati senza posti di governo e sottogoverno, a dare piena validità alla seduta.
E’ il movimento di Raffaele Lombardo, quindi, l’ago della bilancia. Un’arma in più per accentuare la pressione sugli altri partiti della CdL nelle ore che ci separano dalla chiamata del terzo ed ultimo appello. Cosa accadrà oggi, quando tutti saranno sotto l’ombrellone, tra CdL e Mpa deciderà le sorti del Consuntivo dell’Aapit. Se Mpa va in aula, la CdL è costretta a schierarsi in forze. Altrimenti, il bilancio 2006 rischia di essere impallinato