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27/02/2008 14:26

No a lista PDL alle ragionali, ma FI, AN e blogger boys di Miccichè

di Redazione

La diversità siciliana alle regionali si accentua. Non ci sarà solo un’alleanza, di fatto, anche se per interposta persona, fra Udc e Pdl, ma anche la scomposizione del Pdl nelle liste tradizionali (Forza Italia e AN) e qualcosa di più. Miccichè, infatti, ha annunciato che metterà in campo i suoi blogger boys. 

Calato il sipario sulla scelta dei candidati a governatore, Anna Finocchiaro (Pd-Sinistra arcobaleno) da una parte e Raffaele Lombardo (Mpa-Pdl-Udc) dall’altra, in Sicilia i partiti stanno lavorando a pieno ritmo nella composizione delle liste, sia per le politiche che per le regionali. Difficile per tutti, in questa fase, fare quadrare i conti rispetto alle aspettative dei parlamentari uscenti e alle ambizioni dei più giovani.

Tra i volti nuovi ci sarà quasi sicuramente Maria Falcone, la sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci del ’92, che sara’ candidata (manca solo l’ufficializzazione) alla Camera per il Pd nel collegio Sicilia occidentale. Negli ambienti Cgil si fa pressing per la candidatura di Italo Tripi, che guida il sindacato nell’isola, e di Serena Potenza, leader dei lavoratori dei call center a Palermo, tra le quaranta persone votate alle primarie via web e via telefono organizzate a Palermo.

Nell’altro collegio, quello orientale, il Pd ricandiderà quasi sicuramente l’uscente Marilena Samperi. Proprio il Pd domani riunirà il Coordinamento nel loft di via S.Anastasia per aprire il dossier Sicilia, con cinque parlamentari di “peso” che hanno chiesto la deroga rispetto alla regola che si è data il partito di non candidare chi ha alle spalle quindici anni di legislatura. In attesa ci sono l’ex ministro Enzo Bianco, Rino Piscitello, Giovanni Burtone e Ferdinando Latteri. “Mi auguro – dice il vice segretario del Pd in Sicilia, Tonino Russo – che nessuna deroga venga accolta. Bisogna evitare l’eterno privilegio di alcuni”. In casa Udc l’affondo sulle candidature è previsto per venerdì prossimo, quando nella segreteria regionale del partito, a Palermo, si riunirà l’ufficio politico.

L’ex governatore e vice presidente Salvatore Cuffaro dovrebbe fare il capolista per il Senato, mentre un posto nelle prime file lo dovrebbero avere, secondo ambienti dell’Udc, anche Calogero Mannino e Saverio Romano. Spazio è previsto anche per donne e giovani, che domenica si confronteranno, sempre a Palermo, con il loro leader Pier Ferdinando Casini, che parteciperà a una manifestazione politica. In fibrillazione c’é anche il Pdl, con i parlamentari uscenti di Fi e An che spingono per la riconferma in Transatlantico, mentre il leader siciliano degli azzurri, Angelino Alfano, vorrebbe far prevalere la linea verde, con la candidatura di volti nuovi. Alcuni consiglieri comunali, provinciali e consiglieri di circoscrizioni di Fi hanno scritto una lettera ad Alfano, nella quale chiedono le primarie per l’individuazione delle candidature alle politiche. “Sarebbe un segnale importante – dicono Giulio Tantillo e Marcello Vitale – per dare ai nostri iscritti e militanti la possibilità di esprimersi”.

Nel Movimento per l’autonomia Lino Leanza, segretario regionale del partito, e il senatore Giovanni Pistorio stanno cercando di individuare gli uomini da inserire nelle liste apparentate nel centro-sud e nelle isole con il Pdl, nomi che saranno concordati con gli alleati. Non tornano i conti, al momento, nemmeno nella neonata Sinistra Arcobaleno.

In Sicilia i parlamentari uscenti di Prc-Pdci-Verdi e Sd sono nove e tutti attendono una riconferma nei collegi siciliani per la Camera e nella lista per il Senato, tra cui il presidente dell’Antimafia Francesco Forgione e il senatore Gianni Battaglia. Solo il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, finora ha fatto un passo indietro, annunciando che non si candiderà.Partita a due “senza storia in Sicilia”, secondo il sondaggista Luigi Crespi. Raffaele Lombardo sembra destinato ad una vittoria con il 58,0% dei consensi misurati da Crespi Ricerche, mentre Anna Finocchiaro (candidata del centrosinistra) si attesterebbe sul 42,0%. “Le regionali siciliane hanno sempre avuto dati diversi dai risultati delle politiche e le differenze non sono mai state marginali – si legge in una nota – Unicodato da appurare e’ se il voto nello stesso giorno di politiche e regionali portera’ a dati piu’ omogenei che in passato”.

I dati dei partiti sono i seguenti: Forza Italia 28,0%, AlleanzaNazionale 10,1%, MPA 10,9%, UDC 7,0%, La Destra 3,0%, Altri partiti dicentrodestra 1,0%, Partito Democratico 26,3%, Italia dei Valori 3,7%, Sinistra Arcobaleno 6,9%, Partito Socialista 1,0%, altri partiti di centrosinistra 1,0%, altri partiti non schierati 1,0%. Gli indecisi sono al 20,2%. 

“E’ una partita difficile, ma sicuramente non scontata, sia dal mio punto di vista che da
quello del mio avversario”. Lo ha detto la candidata del Pd a governatore della Sicilia, Anna Finocchiaro, parlando a Sky Tg2.

Riguardo, poi a Lombardo, ha detto che con lui ha “rapporti personali buoni, politici…un disastro”.Finocchiaro, interpellata su cosa l’abbia spinta ad accettare questa sfida ha osservato che “alla fine a giocare credo che sia stato ‘il richiamo della foresta’.
Ho avuto moltissimo da quella terra – ha detto – ed era ora di dare”.
La senatrice democratica ha aggiunto che è in campo per dare “un’altra idea della Sicilia, per farla uscire da una situazione di pre-modernità”.
Finocchiaro ha detto di voler parlare “non solo con lo zoccolo duro delléelettorato del centrosinistra in Sicilia ma anche e più diffusamente ai moderati siciliani. Un elettorato anche “più ampio di quello al quale può rivolgersi Rita Borsellino”. Tra gli altri, sicuramente, quello dell’impresa”.
La candidata del Pd ha fatto sapere, ad esempio, per quanto riguarda il suo programma pensa di “proporre un quadro di misure fiscali che agevoli chi non sfrutta il lavoro nero o opera in sicurezza e ovviamente non ha contatti con le infiltrazioni mafiose”. Questo anche per “affezionare al tema della legalità”.

La regione siciliana “non può più essere usata come una grande mammella del consenso elettorale”. Così la candidata governatore del Pd in Sicilia, Anna Finocchiaro, interviene a Sky Tg24 parlando anche della necessità di far cambiare le cose, specie per quanto riguarda la pubblica amministrazione. “Nella pubblica amministrazione – ha sottolineato – si entra se occorre assumere e non per chiamata diretta perché questo mi pare un modo distorto di concepire il potere istituzionale che in quel momento si esercita”.
Finocchiaro non manca di dare qualche stoccata al suo avversario, Raffaele Lombardo. “E’ stato contemporaneamente – attacca – presidente della provincia e vicesindaco di Catania, non vorrei imputargli colpe non sue, ma forse dovrà rispondere delle svariate centinaia di migliaia di euro di deficit con la città che è al buio e tra poco avrà anche problemi con l’immondizia”.
La senatrice ha infine osservato che rispetto alla candidatura di Rita Borsellino, con la sua candidatura “torna in campo la politica” in senso stretto, rispetto a quella comunque svolta dai movimenti. “La mia – ha concluso – è una candidatura politica”.

Fonte: Siciliainformazioni.com