Riceviamo e pubblichiamo
di Redazione
Belluno – Salve Ragusanews,
non voglio giustificare l’autista che ha lasciato il ragazzino in mezzo alla strada, per carità, io l’avrei fatto salire, ma una cosa vorrei dirla:
È giusto condannare l’errore, ma non è giusto condannare l’uomo. L’autista ha sbagliato, lo ha riconosciuto subito e ha chiesto perdono alla famiglia con umiltà, arrivando perfino a dire che si scuserebbe “anche in ginocchio”. Questo non cancella ciò che è accaduto, ma dimostra che non siamo davanti a un mostro, bensì a una persona che ha avuto un momento di cedimento.
Chi lavora su un autobus lo sa: turni massacranti, responsabilità enormi, pressioni continue, passeggeri difficili, situazioni imprevedibili. A volte basta un attimo, un gesto fatto sotto stress, per prendere una decisione sbagliata. Non è cattiveria, è fragilità umana.
La critica è doverosa, ma la gogna pubblica no. Non possiamo pretendere di frustare qualcuno in piazza ogni volta che sbaglia. Se un uomo riconosce l’errore, si assume le responsabilità e chiede scusa, allora la società deve essere capace di distinguere tra un comportamento sbagliato e una persona sbagliata. E in questo caso, la persona ha dimostrato di avere coscienza, rimorso e dignità.
Chi lavora su un autobus lo sa: turni massacranti, responsabilità enormi, pressioni continue, passeggeri difficili, situazioni imprevedibili. A volte basta un attimo, un gesto fatto sotto stress, per prendere una decisione sbagliata. Non è cattiveria, è fragilità umana.
La critica è doverosa, ma la gogna pubblica no. Non possiamo pretendere di frustare qualcuno in piazza ogni volta che sbaglia. Se un uomo riconosce l’errore, si assume le responsabilità e chiede scusa, allora la società deve essere capace di distinguere tra un comportamento sbagliato e una persona sbagliata. E in questo caso, la persona ha dimostrato di avere coscienza, rimorso e dignità.
G. David
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