Attualità
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18/02/2013 12:31

No Muos, un video: Non fate l’onda

Realizzato da Maria Luisa Sterlino

di Daniela Citino

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Non fate l’onda
Non fate l’onda

Vittoria – Dare volto e voce ai siciliani che non vogliono il Muos attraverso la tenerezza degli affetti di un nonno verso il suo nipotino. Il sussurro struggente dell’anziano signore, espresso nella lingua dei Siculi, scandito dalla voce fuori campo, quasi fosse una melanconica nenia, è l'”urlo” forte e determinato di chi lotterà per restituire “un futuro ai propri figli”.
Immagini e parole che rimandano allo spot “Non fate l’onda”, campagna di sensibilizzazione sul Muos che è stata realizzata da Maria Luisa Sterlino, studentessa vittoriese all’Isia di Firenze, con tesi di laurea in design della comunicazione. Una scelta tematica, condivisa con il relatore di tesi, il professore Carlo Spoldi, dettata a Maria Luisa Sterlino dall’amore per la sua terra, dalla paura di smarrire irrimediabilmente la rotta verso la natura, l’arte, la bellezza, e dall’urgenza di potere fare qualcosa.
“Ho creduto necessario far conoscere la questione del Muos – spiega la laureanda vittoriese – a più persone possibile, dando il mio contributo affinché questa vicenda non restasse segregata in Sicilia. Bisogna fare sapere che il Muos è così potente da compromettere seriamente la salute delle persone e la salvaguardia dell’ambiente”.
Vincere la battaglia contro il Muos è, pero, possibile ribaltando le equazioni della politica. “‘Non fate l’onda’”- ribatte la studentessa – invita a riflettere su implicazioni e temi più generali: la conservazione dell’ambiente e la tutela del territorio, il ruolo che i cittadini svolgono in decisioni così importanti. Nello specifico, la campagna mette in risalto le potenzialità culturali che la Sicilia potrebbe avere in questi temi che la coinvolgono non solo per la sua storia e il suo passato, ma anche per la particolare posizione ed importanza crescente che occupa nel Mediterraneo e, inoltre, in riferimento ai recenti avvenimenti che coinvolgono i paesi del Nord Africa. L’auspicio è di cominciare a considerare il Mediterraneo come un mezzo di comunicazione facile e diretto, che ha sempre accomunato tutti i suoi abitanti e le loro culture, un mare che unisce e che non divide né separa”.

La Sicilia