Cronaca
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05/03/2012 09:53

No Tav, il pacifista comisano Turi Vaccaro sul traliccio di Abbà. E’ sceso

A piedi nudi

di Redazione

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Turi Vaccaro fermato dalle forze dell'ordine
Turi Vaccaro fermato dalle forze dell'ordine

Val di Susa – Il pacifista Turi Vaccaro è sceso dal traliccio. Ieri, riuscendo a dribblare la polizia, si era arrampicato in cima allo stesso traliccio dove era stato folgorato Luca Abbà.

La polizia aveva immediatamente staccato la corrente elettrica per evitare un altro incidente. La sua iniziativa ha chiuso ieri una giornata  di manifestazione pacifica organizzata dal popolo No Tav.

Turi è un veterano di azioni del genere. La scorsa estate, era rimasto appeso 50 ore a grande altezza a un abete. Soltanto l’intervento di don Ciotti lo aveva convinto a scendere. Poi, era salito sul braccio di una pala meccanica con una corona d’aglio in mano. Ieri, il copione si è ripetuto. Voleva ricordare Luca Abbà: «Ha fatto un bel gesto, ma un po’ azzardato. Io non ho voglia di morire. Nessuno vuol morire. Vogliamo la vita di tutti, della Valle, non vogliamo neanche ammazzare i poliziotti».

Al telefono con l’antagonista «Radio Blackout», Turi aveva spiegato detto che «se al movimento non va bene, allora scendo». Il «pacifista scalzo» ha scalato il traliccio soltanto per 4-5 metri: è rimasto tutta la notte sotto le punte di metallo piazzate per evitare di raggiungere la zona a rischio di folgorazione. Poi, questa mattina, la “resa”. Ieri si erano rivelati vani i tentativi telefonici di dissuaderlo fatti da Perino, don Ciotti e svariati amici. La polizia gli aveva poi passato una corda per mettersi in sicurezza, come aveva cercato di fare con Abbà. Turi l’ha accettata subito.

Intanto Luca Abbà, il leader dei No Tav caduto lunedì scorso da un traliccio dell’alta tensione sul quale era salito per protestare contro l’ampliamento del cantiere del Tav a Chiomonte, è in lenta ma progressiva ripresa: lo affermano i medici che lo hanno in cura all’ospedale Cto, sottolineando che il paziente resta tuttora intubato. Abbà, riferisce il primario della rianimazione Maurizio Berardino, mostra una ripresa di reattività, anche se non è ancora in grado di comprendere e parlare. La lunghezza dei tempi di risveglio è anche condizionata dal fatto che sta uscendo da una lunga sedazione. C’è poi da considerare che venerdì scorso l’uomo è stato sottoposto a un pesante e delicato intervento chirurgico, durante il quale gli sono stati asportati i tessuti necrotizzati a causa della folgorazione elettrica. I segnali clinici, sottolineano ancora i medici del Cto, sono comunque sempre stati concordi nella direzione di un miglioramento e questo permette di mantenere un cauto ottimismo.