di Redazione
Il consiglio comunale di Ragusa ha detto un secco no bipartisan alla modifica dello statuto delle Opere pie riunite «Criscione Lupis, Carmelo Boscarino e Carmelo Moltisanti», scrivendo un altro capitolo nello scontro con il commissario della Regione Antonino Lo Savio, che sta adottando da mesi la strategia dell’accorpamento di queste strutture e la loro trasformazione in «Residenze socio-assistenziali».
Una scelta che sottrae nei fatti al controllo del Comune capoluogo, in questo caso, le opere pie, in quanto verranno trasformate in strutture pubbliche con finalità private, che avranno autonomia sull’erogazione dell’assistenza e sulla stessa selezione del personale, senza che l’ente pubblico possa esercitare un’azione di controllo. Un’operazione già condotta a termine con l’accorpamento tra l’Opera pia di Ibla, di Marina di Ragusa con la «Busacca» di Scicli.
Ieri sera, intanto, il direttore di quest’ultime tre ex opere pie, Silvio Galizia, ha smentito la notizia di una richiesta di chiarimenti da parte della Procura della Repubblica di Ragusa su alcune assunzioni.
Ieri, intorno alle 14, l’Aula di Palazzo dell’Aquila, chiamata ad esprimere un parere, ha votato all’unanimità la sua contrarietà alla modifica dello statuto adottata dal commissario regionale, già espressa circa 15 giorni fa, dalla giunta comunale.
Lo scontro, però, non finisce qui. Per domani è stata convocata a Palazzo dell’Aquila una riunione di tutti i consiglieri comunali per decidere quali forme di protesta mettere in atto. Il presidente del Consiglio Salvatore La Rosa fisserà nelle prossime ore l’orario dell’incontro.
La protesta dei consiglieri scaturisce anche dalla riunione convocata e rinviata per ben due volte dall’assessore regionale alla Famiglia Paolo Colianni (Mpa), al quale i consiglieri del capoluogo si erano rivolti per la vicenda dell’accorpamento.
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