di Redazione
Modica – A distanza di quasi quattro anni dal grave fatto, ieri si è concluso il processo davanti al Collegio Penale del Tribunale di Modica (Giovanna Scibilia, presidente, Patricia Di Marco e Maurizio Rubino, a latere)per il tentato omicidio di Salvatore Di Franco, 29 anni, detto “U francisi”, avvenuto a Scicli, nel luglio del 2005 davanti ad una chiesa, per il quale erano accusati i pregiudicati sciclitani Riccardo Eterno, 32 anni, Francesco D’Ippolito e Giacomo Fidone, entrambi di 39 anni. La pena più pesante è stata inflitta a D’Ippolito, quattro anni di reclusione, poiché il pubblico ministero, Maria Letizia Mocciaro, ha deciso di derubricare il reato in lesione aggravate per via della limitata prognosi riportata dalla vittima(15 giorni) tant’è che l’uomo dopo essere stato ferito, tornò in moto a casa, fece una doccia e poi telefonò ai carabinieri. D’Ippolito, a questo punto rispondeva anche del reato più grave ovvero la detenzione illegale di armi. Per lui la richiesta del piemme è stata di 4 anni e 4 mesi di reclusione e 3500 euro di multa. Tre anni sono stati, invece, inflitti a Giacomo Fidone, a fronte di una richiesta di condanna a 4 anni di reclusione e 2000 euro di multa. Riccardo Eterno, invece, è stato condannato a due anni di reclusione, contro la richiesta della pubblica accusa di 3anni e 6 mesi di reclusione e 2500 euro di multa. “U Francisi” fu ferito nell’area antistante la Chiesa di San Bartolomeo, dove si stava celebrando un matrimonio. Fu un’azione punitiva. Di Franco telefonò alla Stazione dei Carabinieri dicendo di essere stato bersaglio di spari. Fu trovato a casa, ferito al gluteo ed alla coscia. Chiese di essere accompagnato in ospedale e con l’auto di servizio i militari lo trasportarono al “Busacca”. Le indicazioni fornite dalla vittima, che da poco tempo si era trasferito a Scicli, fecero concentrare le indagini sui tre imputati che furono arrestati nelle rispettive abitazioni. D’Ippolito si era nascosto in uno scantinato. Oltre alle pene detentive, D’Ippolito, Eterno e Fidone sono stati condannati a multe per svariati mila euro. Qualche mese fa la vittima, trasferitosi in Francia, da dove non è voluto rientrare tant’è che è stato interrogato in videoconferenza.
Saro Cannizzaro
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