di Redazione
Un vasto traffico di stupefacenti in tutta la Sicilia e le “mani in pasta” anche in altri affari illegali. Il tutto gestito da Cosa Nostra, con la collaborazione della ‘ndrangheta calabrese e la Camorra campana. Ecco quanto emerso da una grossa operazione antimafia che stamattina all’alba ha portato all’esecuzione di diciannove ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip di Palermo Silvana Saguto, su richiesta dei pm Michele Prestipino, Maurizio de Lucia e Roberta Buzzolani. Il maxi-blitz ha coinvolto oltre trecento Carabinieri, con il supporto di unità cinofile ed elicotteri. Numerose inoltre le perquisizioni a Palermo e in altre zone della Sicilia e della Calabria.
Arrestati anche un agente penitenziario, Fabrizio Esposito, 36 anni, e un educatore carcerario, Benedetto Sardisco, che avrebbero fatto da tramite tra gli esponenti della Camorra e alcuni detenuti del carcere Pagliarelli. Le indagini, in larga misura, hanno avuto inizio dopo l’arresto, otto mesi fa, di un altro agente penitenziario, Giuseppe Trapani, 43 anni, adesso ai domiciliari. Arrestato insieme ad altre cinque persone per aver portato in carcere droga e telefoni cellulari, Trapani ha in seguito confessato di essersi venduto per una somma complessiva di circa 2000 euro, ricattato anche a causa dei forti debiti di gioco che aveva contratto. Con le sue rivelazioni ha dato una brusca accelerata alle indagini degli inquirenti, permettendo di scoprire gli intrecci tra Cosa Nostra e le altre “mafie” attive in Calabria e Campania.
I provvedimenti cautelari, oltre ad Esposito e all´educatore e Sardisco, riguardano: Marcello Viviano, 34 anni; Vincenzo Cascino, di 39; Giovanni Lo Presti, di 35; Salvatore Tomasino, di 31; Alfredo Santoro, di 33; Antonino Sanfilippo, di 38; l´albanese Berti Braho, di 35; Antonino De Luca, di 37, e Giacomo Fidone, di 38, di Scicli (Ragusa); il calabrese Girolamo Parrello, di 32; Francesco Morano, di 39; Francesco Bonanno, di 35; Antonio Mennetta, di 22; il napoletano Alberto Sperindio, di 28; il catanese Gianluca Di Mauro, di 24; Enrico Grasso, di 29 e Luigi Abbascià, di 27. Molti sono già detenuti nel carcere di Pagliarelli nell´area di massima sicurezza. Sono accusati a vario titolo di corruzione aggravata e continuata e traffico di stupefacenti.
Fidone si trovava già in carcere a Ragusa per altro reato.
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