Cultura
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04/06/2012 15:52

Nuovo sindaco, nuova stagione. Scicli, la cultura al centro

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Una politica seria, larga, competente della cultura

di Sandro Foresto

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La mostra di Corto Maltese a Scicli
La mostra di Corto Maltese a Scicli

Venezia – Con la nomina della giunta e l’affidamento delle deleghe agli assessori, il nuovo sindaco chiude la lunga parentesi iniziata con le dimissioni della precedente amministrazione e si avvia ad aprire una nuova pagina nella storia della città.

L’augurio di tutti, sostenitori e avversari, è che questi prossimi cinque anni possano rappresentare davvero una rinascita e una crescita in tutti i settori, a partire da quello economico, sociale, culturale. Mi si permetta di sottolineare l’importanza di quest’ultimo. Credo che la scelta di riunire in una sola persona (giovane, abile, brillante e che ha dato buona prova di sé nella precedente amministrazione) le competenze su ambiente, turismo e cultura sia il segno della consapevolezza che queste tre realtà sono strettamente collegate tra loro. Ambiente vuol dire anche educazione alla salvaguardia e alla protezione; ambiente è sia quello naturale che quello costruito dall’uomo; ambiente è rispetto degli spazi di tutti, pulizia, salute, igiene. Ambiente è salvaguardia di un paesaggio che ha queste forme, caratteristiche e pregi perché è il risultato di un millenario lavoro dell’uomo ed è quindi un patrimonio di bellezza e di cultura che va salvaguardato e difeso. Turismo: in questi giorni, con una lettera, qui su Ragusanews, si è bene richiamata l’attenzione sull’importanza del turismo per Scicli e non resta che sottolineare ulteriormente che, in un mondo globale, dove la concorrenza è fortissima, possono richiamare un turismo qualificato, ed economicamente redditizio, solo quei luoghi che conservano elementi caratteristici, autentici, nobili e direttamente collegati con la propria storia. Il turismo che dura tutto l’anno e che sa contribuire economicamente alla crescita di un paese, cioè il turismo colto, esigente, raffinato, oggi più che mai si rivolge ai luoghi d’arte, celebri per la bellezza del paesaggio, dove tutto, ospitalità, cucina, manifestazioni, accoglienza, sono strettamente collegate a un patrimonio culturale specifico e unico.

Quindi cultura.

Mi pare evidente che in questa prospettiva, uno degli impegni strategici della nuova giunta sia proprio quello di una politica seria, larga, competente della cultura. Il futuro di Scicli, ho più volte sostenuto questa opinione, si gioca sul terreno di una politica culturale adeguata, del paesaggio, della bellezza della città. Cultura anche per il settore economico: da ogni parte l’agricoltura europea ha capito che per sopravvivere alla concorrenza fortissima dei paesi extraeuropei, che ormai producono di tutto e a prezzi altamente competitivi, si deve agire sui marchi di origine, sulle certificazioni di qualità, sui riconoscimenti internazionali, sul collegamento prodotto-qualità-territorio-paesaggio.

L’Unesco sta iniziando una grande campagna mondiale su questo rapporto agricoltura-cultura-territorio-paesaggio. Non si pensi quindi che la cultura sia questione di élite, di pochi, di gente avulsa dalla realtà che legge libri difficili, sente musica noiosa e ‘parla che non si capisce’. Lo si poteva pensare alcuni decenni fa, ma ora in momenti di crisi si sa che per vincere c’è bisogno di idee, di conoscenze, di strategie.

Per questo il Comune di Scicli fa bene ad impegnare i propri uomini migliori nei settori dell’ambiente, del turismo e della cultura, ma deve in più anche dotarsi al proprio interno di strutture operative adeguate, stabili, continuative, competenti, specificatamente incaricate di coordinare e promuovere le molte risorse culturali di cui l’amministrazione può disporre e, soprattutto, di cui il territorio sciclitano è così ricco.