Attualità
|
17/08/2026 12:09

Occhiali Ray-Ban Meta, caos violazione della privacy

Immagini (anche intime) diffuse sui social senza il consenso, arriva la denuncia.

di Redazione

L’organizzazione tedesca HateAid ha presentato una denuncia alla Procura di Francoforte contro Meta e il gruppo italofrancese EssilorLuxottica per bloccare la vendita degli “smart glasses” nel Paese. Secondo l’organizzazione, gli occhiali violano le leggi sulla privacy, in quanto permettono di registrare video e foto all’insaputa dei soggetti inquadrati. In particolare, secondo HateAid, che si occupa della tutela dei diritti umani online, negli ultimi anni si è registrato un numero crescente di immagini diffuse illecitamente sul web raffiguranti donne riprese a loro insaputa e senza il loro consenso.

In un comunicato diffuso dall’associazione, «Gli occhiali intelligenti consentono di camuffare una tecnologia di sorveglianza particolarmente discreta, facendola sembrare un oggetto di uso quotidiano», si legge nella nota, «non c’è modo di sfuggirne, bisogna sempre essere pronti a venire filmati, in qualsiasi momento, e diffusi su internet».

A fine luglio, il garante della privacy di Amburgo aveva anticipato la possibilità di un blocco delle vendite dei dispositivi. Tuttavia, la Federal Network Agency ha spiegato che «il possesso, l’importazione o la vendita di occhiali intelligenti non sono vietati purché la funzione di registrazione sia chiaramente visibile, ad esempio tramite un segnale ottico».

I precedenti
Non si tratta del primo caso di denuncia ricevuto da Meta dopo il rilascio sul mercato degli “smart glasses”. Realizzati in collaborazione con Rayban, solo lo scorso anno sono state vendute più di sette milioni di paia.

Particolarmente apprezzati da fotografi e content creator, gli occhiali Meta sono tuttavia molto simili a dei normali occhiali da vista o da sole. Se non fosse per la spia luminosa che si accende quando l’utente sta registrando (che si può nascondere o coprire), è molto difficile poterli distinguere. La giornalista americana Joanna Stern aveva già segnalato la presenza di annunci online di gente che prometto di rimuovere la spia per pochi dollari.

In merito a questo, anche Adam Mosseri, CEO di Instagram, aveva dichiarato l’intenzione di bloccare sul social la diffusione di contenuti di questo tipo. «Se pubblicate contenuti che approfittano delle persone e le molestano, li rimuoveremo».