I debiti vanno dai mutui casa ai finanziamenti per ristrutturazioni al credito al consumo.
di Redazione
Roma – Allarme per le famiglie indebitate. Un’indagine condotta dalla Cgia di Mestre riferisce che dal 2008 al mese di settembre di quest’anno, l’indebitamento medio delle famiglie italiane è cresciuto del 28,7%.
In Sicilia, l’indebitamento per famiglia è di 13.821 euro ed è cresciuto nel triennio del 22%, tasso inferiore alle media nazionale. L’incidenza delle sofferenze vede purtroppo l’Isola al terzo posto con il 4,6%.
I debiti vanno dai mutui casa ai finanziamenti per ristrutturazioni al credito al consumo.
In media, il debito medio delle famiglie è di poco inferiore a 20 mila euro (19.491 al 30 settembre 2010). La graduatoria provinciale delle famiglie indebitate vede al primo posto Roma (28.790 euro), seguita da Milano (28.243 euro) e Lodi (27.516).
Cosa significano queste cifre? Le province più indebitate sono quelle con i livelli di reddito più elevati e dove sono stati registrati negli ultimi anni i maggiori investimenti immobiliari. Nessun rischio.
“Più allarmante – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario generale della Cgia – è il risultato che emerge dalla lettura dei dati relativi all’incidenza percentuale delle sofferenze sull’erogato. In questo caso notiamo che nelle prime posizioni troviamo tutte realtà territoriali del Mezzogiorno, a dimostrazione che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie delle aree economicamente più arretrate del Paese”. Sicilia e Sardegna sono in testa nella graduatoria delle regioni più in ansia per le scadenze dei debiti. La percentuale delle sofferenze bancarie è del 5,7% a Caltanissetta (secondo posto in classifica) e del 5,5% ad Enna (terzo posto). La Sicilia nel complesso occupa il terzo posto in graduatoria per le insolvenze con il 4,6%, dopo Campania e Calabria.
Seguendo l’evoluzione del debito delle famiglie nel periodo 2008-2010, la Puglia figura al primo posto con un tasso di crescita del 37,6%, mentre la Sicilia si trova al quartultimo con un tasso di crescita del 22%.
L’aumento del debito delle famiglie non è un fatto anomalo. Negli Stati Uniti, come abbiamo appreso da libri e film, le famiglie sono da decenni indebitate per la casa e i consumi (consuma oggi, pagherai domani), mentre da noi il debito familiare fu una vergogna nell’800 e nel primo ‘900. Il fenomeno diventa negativo quando le famiglie sono costrette al debito a breve per arrivare a fine mese. Come con l’attuale crisi.
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