Giudiziaria
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17/02/2026 12:51

Omicidio Peppe Ottaviano, indagata la ex compagna e un 27enne, oltre a Gianni Agosta, oggi in carcere

Indagini chiuse, due indagati in concorso

di Redazione

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Scicli – Indagini chiuse, anche grazie agli innumerevoli sopralluoghi dei Ris.
Due indagati per omicidio (uno in carcere, uno a piede libero), una indagata per favoreggiamento (a piede libero).

La Procura della Repubblica di Ragusa ha chiuso le indagini sull’omicidio del 41enne Giuseppe Ottaviano, ucciso a Scicli, nel Ragusano, nella notte tra l’11 e il 12 maggio del 2024 nell’abitazione di famiglia in via Manenti a Scicli. Per omicidio aggravato in concorso sono indagate due persone un 43enne, Gianni Agosta, e un 27enne, entrambi di Scicli che rispondono anche di violazione di domicilio. Il 43enne Gianni Agosta è in carcere dal 5 novembre (si attende la decisione della Cassazione sulla custodia in carcere e sono state respinte le richieste della difesa di misura alternativa avanzate dalla avvocata Maria Platania), il secondo è a piede libero ed è difeso dall’avvocato Edoardo Cappello. Per favoreggiamento è indagata invece la compagna del 43enne, ex compagna di Ottaviano. Secondo la ricostruzione della procura il movente dell’omicidio sarebbe dovuto a motivi passionali. A fine aprile si sarebbe interrotta la relazione decennale tra la donna e Ottaviano che quest’ultimo avrebbe tentato di recuperare. E l’insistenza “aveva destato risentimento e astio da parte del nuovo compagno della ragazza”, aveva detto il procuratore capo di Ragusa, Francesco Puleio. Il 43enne, “dopo avere avuto degli incontri per dissuaderlo, si sarebbe determinato a recarsi a casa di Ottaviano per convincerlo con le buone o le cattive a desistere. In questo incontro sarebbe avvenuta l’aggressione”, secondo il capo della procura iblea. Una aggressione violenta che aveva procurato alla vittima fratture alla testa e alle costole; Ottaviano lasciato agonizzante, sarebbe deceduto dopo qualche ora nella casa dove è stato ritrovato dai familiari.
L’omicidio è aggravato anche dalla minorata difesa della vittima (dovuta ad uso di sostanze stupefacenti, farmaci e alcool). Le indagini vennero affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ragusa, che hanno proceduto unitamente ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, ai militari della Tenenza di Scicli e ai tecnici del Ris di Messina.