Cronaca
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19/03/2026 08:56

Omicidio Salvatore Privitera, due arresti a Catania. Sono Pietro Catanzaro e Danilo Sortino

Tra i killer il figlio di un boss dei Cappello-Bonaccorsi.

di Redazione

Catania – I carabinieri questa mattina all’alba hanno arrestato due uomini a Catania e Zaccanopoli (Vibo Valenzia), ritenuti responsabili di omicidio, soppressione di cadavere, porto abusivo di armi e incendio. I due avrebbero ucciso il 35enne Salvatore Alfio Privitera tra Catania e Carlentini il 5 gennaio scorso per dissidi sul traffico di droga e debiti da gioco d’azzardo.

Gli arrestati sono Pietro Catanzaro, 36enne di Catania con diversi precedenti, figlio di Giovanni Catanzaro detto “u Milanisi”, esponente di vertice del clan Cappello-Bonaccorsi, e Danilo Sortino, 23enne di Lentini, anche lui con vari precedenti.

Le indagini sono partite dopo il ritrovamento nelle campagne di Carlentini del corpo carbonizzato di Privitera all’interno della sua auto. Gli autori del delitto avevano cercato di eliminare ogni traccia, incendiando il cadavere e il veicolo.

Nonostante ciò i militari grazie al gps hanno individuato la macchina vicino alla spiaggia del complesso residenziale Villaggio Ippocampo di mare a Catania. Lì sono state trovate numerose tracce ematiche riconducibili a una colluttazione, ma anche una ciocca di capelli, una collana in oro strappata e un bossolo di fucile.

Secondo la ricostruzione degli investigatori Privitera dopo una violenta aggressione è stato raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla nuca. I due esecutori del delitto hanno più volte tentato di appiccare l’incendio all’auto con dentro il cadavere per poi trasportarlo a San Demetrio, a Carlentini. Qui hanno nuovamente appiccato il fuoco. Subito dopo Sortino ha cambiato scheda sim e dispositivo telefonico facendo perdere le proprie tracce. Infatti è stato localizzato e arrestato in Calabria, a Vibo Valentia.

“Lo scenario che noi abbiamo ricostruito è quello di un pestaggio violentissimo seguito da un colpo di grazia con la pistola alla nuca – ha detto il procuratore di Catania Francesco Curcio -. Questa operazione è una risposta immediata dello Stato. Abbiamo indizi per ritenere che oltre ai due arrestati ci siano altri complici”.