Replica a Drago e Leontini
di Michelangelo Barbagallo


Scicli – “Noi non teniamo in ostaggio né ricattiamo alcuno, né tanto meno accettiamo di essere minacciati” così esordisce l’On. Orazio Ragusa apprendendo a dir poco stupito il commento che emerge dopo la conferenza stampa dell’On. Peppe Drago e dell’ On. Innocenzo Leontini che hanno commentato la situazione politica sciclitana chiedendo di essere parte di un tavolo politico richiesto al Sindaco Venticinque. “ Noi non teniamo sotto scacco nessuno- continua L’on. Ragusa- il mio partito si è sempre mosso nel rispetto degli accordi pre elettorali. Abbiamo sempre agito con correttezza e nell’interesse del paese lavorando sul territorio alacremente per cercare di dare risposte concrete alla gente. Ho chiesto rispetto per il mio partito che rischiava di vedere cambiati in itinere quei patti stabiliti insieme democraticamente da tutte le forze che hanno permesso l’elezione di Venticinque e questo non è certo una minaccia per nessuno quanto piuttosto una richiesta di coerenza e di lealtà per un percorso tracciato tutti insieme tra UDC, PDL e le liste civiche collegate, tra l’altro oggi tutti degnamente rappresentati. Lo stesso Pid che allora non esisteva detiene oggi la presidenza del consiglio comunale e tutto questo può solo aiutare la serenità amministrativa”. “Le restanti affermazioni dei colleghi onorevoli Drago e Leontini, lasciano pensare più a motivazioni di rabbia personali che a motivazioni politiche, sono convinto che data la complessità dei problemi che vive il territorio sciclitano è necessario attutire i contrasti e lavorare tutti insieme per dare a Scicli ciò che merita. I nostri amministratori dopo un periodo di normale assestamento stanno portando i primi frutti sul territorio e ora sono in condizioni di lavorare al meglio per il bene di questo paese.” Conclude l’On. Orazio Ragusa.
Venticinque: Non sono ostaggio di nessuno
Dal canto suo Venticinque chiarisce e ribadisce un concetto che ha già espresso in più occasioni, anche quel giovedì sera in Consiglio comunale quando annunciò l’uscita di Miceli. Pronto a convocare una conferenza stampa, Venticinque ribadisce: “Non sono ostaggio di qualcuno. Quando ho preso la decisione di cambiare l’assessore l’ho fatto richiamandomi ad un organigramma che è stato sottoscritto anche da Drago e Leontini. Non posso certo stare dietro ai problemi politici di Udc e Pid o delle correnti a fase alternata del Pdl. Io sono un sindaco e sono chiamato ad amministrare la città, non a fare politica in uno scenario tra l’altro sempre mutevole. Il tavolo del Centrodestra non devo certo convocarlo io. Ci pensassero loro a far valere le loro ragioni con i loro colleghi onorevoli”.
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