Cronaca
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28/03/2011 16:47

Ore 23. Sbarco di immigrati a Marina di Modica. 500 clandestini

A Punta Regilione, all'altezza di via Avola

di Redazione

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15 bambini, 500 adulti
15 bambini, 500 adulti

Modica – Hanno visi meravigliosi, sguardi disperati e insieme pieni di dignità.

Sono le undici di sera quando una barca lunga una trentina di metri si incaglia sugli scogli antistanti Punta Regilione, a Marina di Modica. A bordo circa cinquecento immigrati, tra cui 130 donne e 40 bambini. Sono eritrei, somali, etiopi, sono partiti dalla Libia, dicono, reduci da quaranta ore di navigazione lungo il Canale di Sicilia.

All’altezza di via Avola, a Punta Regilione, finisce avventura di questa barca, la cui presenza in acque internazionali, nelle ore precedenti, aveva fatto scattare una fase di preallarme.

Sul posto arriva una motovedetta della capitaneria di Porto di Pozzallo, carabinieri, polizia, vigili del fuoco, finanza. E’ uno degli sbarchi più imponenti degli ultimi anni in provincia di Ragusa.

Alcuni si lasciano cadere giù dalla barca direttamente in acqua. Altri, quelli bagnati, che tremano dal freddo, vengono avvolti dai vigili del fuoco in simil lenzuola termiche.

Ci sono anche alcuni turisti tra i soccorritori. Avevano preso in affitto una casa a Marina di Modica. Di fronte all’emergenza, si sono denudati delle loro magliette per dare riparo ai profughi, alcuni dei quali presentano sindrome di assideramento, preparano un the caldo. E’ mezzanotte e venti quando dal cielo inizia a scendere una pioggerellina insistente. Si attende l’arrivo delle ambulanze, mentre i pompieri affrontano l’emergenza con i mezzi che hanno a disposizione in quel momento. A mezzanotte e mezza la vedetta della capitaneria di porto di Pozzallo termina l’attracco. Solo una minoranza dei clandestini è sceso a terra. Ad alcuni vengono fornite maschere d’ossigeno. Ogni tanto qualcuno si butta giù dall’imbarcazione. Chi sa nuotare gli va incontro e lo porta a riva. Arriva l’ambulanza. Il più grave tra gli spiaggiati viene caricato su e portato dritto in ospedale, a Modica. Ha una collana con croce al collo. Le voci si susseguono. Qualcuno dice che è atteso l’arrivo di altri duecento clandestini, per le quattro della notte, a bordo di un’altra imbarcazione, al porto di Pozzallo. Intanto un gommone inizia il trasbordo dalla carretta del mare alla motovedetta della Guardia Costiera. Da qui i migranti sono trasferiti al centro di prima accoglienza di Pozzallo.

Da Catania si sono levati in volo gli aerei dell’aeronautica militare. Piove forte. Le operazioni di sbarco proseguono.

Pozzallo viene svegliata dal rombo degli aerei, dalle ambulanze e da macchine militari che sfrecciano.

Appena toccano terra alcuni dei migranti si fanno il segno della croce, altri chiedono da accendere e vogliono sapere come si dice “accendino” in italiano. 

Altri fuggono verso la Marina di Modica-Pozzallo. Sono scalzi, inzuppati. Sono le tre di notte. Fanno l’autostop. 

 

 

La diretta è stata resa possibile grazie al lavoro dei giornalisti:

Liana Ayres,

Stefania Pilato

Beatrice Scudo (foto)

Francesco Micalizzi,

Giuseppe Savà.

Un grazie a Paola Celestre e a Davide Sava.