Cambia il gestore.
di Redazione
Siracusa – Un problema gestionale e di mancati interventi sulla vetustà di impianti e condotte, che nelle ultime settimane è esploso a Siracusa, proprio in coincidenza con l’approssimarsi del cambio nell’appalto dell’ente gestore. Manca l’acqua con frequenza, per continue rotture delle condotte di distribuzione che mettono ko cittadini di zone “abituate” ai disservizi da un andazzo decennale (Borgata, Neapolis, zone balneari) e quelli del centro storico di Ortigia, con tutto il suo tessuto produttivo di ristoratori e albergatori.
In questo momento a Siracusa il gestore del servizio (Siam) è in carica grazie a una gara ponte, vinta nel 2021 e proseguita a forza di proroghe, indetta dal Comune in regime straordinario e in deroga alla legge che vuole sia l’Ati ad affidare il servizio a un gestore unico per l’intero ambito provinciale. Questo interregno ha impedito a Siam di investire sulla rete per via delle scadenze, a suo dire, limitate. E il momentaneo deficit normativo ha impedito al territorio di intercettare finanziamenti da fondi Pnrr o Fsc, per ammodernare la rete.
Ora il gestore unico c’è, si insedierà a Siracusa il primo giugno. Per arrivare a questo è stato necessario un commissariamento dell’Ati (l’assemblea dei sindaci), perché non era stata in grado di arrivare a un affidamento unico entro i termini del novembre 2022. La commissaria, Sara Barresi, ha indetto la gara per l’individuazione del socio privato nel giugno del 2023; nel febbraio 2025 è arrivata l’aggiudicazione ad Acea. Società che quindi rappresenta il socio privato – al 49% di Aretusacque (51% i Comuni) – imminente gestore. Nel frattempo a Siracusa Siam gestiva i disagi tappando buchi e l’Ati perdeva finanziamenti per l’ammodernamento: il ministero delle Infrastrutture bocciava progetti “per mancato possesso di requisiti generali” (l’affidamento al gestore unico).
Ora in una fase in cui i disagi sono quotidiani, i cittadini subiscono pure le beghe del cambio appalto (finite al Tar): l’uscente Siam chiede 21 milioni di “Valore di subentro regolatorio”, somma che il gestore entrante deve versare, in base a calcoli su investimenti e conguagli tariffari. La somma dovrebbe pagarla Aretusacque, ma nel caso finirebbe in bolletta. E la pagherebbero i cittadini.
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