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20/12/2025 18:32

Rottamazione quinquies, tasso rate scende al 3%. Chi potrà aderire

​Rottamazione quinquies, come funzionerà

di Redazione

Roma – La rottamazione quinquies entra ufficialmente nel perimetro della manovra di bilancio dopo il via libera della Commissione Bilancio del Senato. L’ultimo passaggio parlamentare introduce una modifica rilevante rispetto al testo originario del disegno di legge: il tasso di interesse applicato ai pagamenti rateali viene ridotto al 3%, contro il 4% inizialmente previsto, in una mediazione tra le richieste della Lega e la proposta dell’esecutivo.

La misura, sostenuta dalla Lega e annunciata dai senatori Claudio Borghi, Giorgio Maria Bergesio, Marco Dreosto ed Elena Testor, punta a rendere più accessibile l’adesione alla nuova definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione, ampliando la platea dei contribuenti potenzialmente interessati.

Cos’è la rottamazione quinquies

La rottamazione quinquies rappresenta la quinta edizione delle sanatorie fiscali introdotte negli ultimi anni in Italia. Come nelle precedenti versioni, l’obiettivo è consentire ai contribuenti di regolarizzare debiti fiscali e contributivi iscritti a ruolo pagando solo le somme dovute a titolo di imposta o contributo, senza sanzioni e interessi di mora, con la possibilità di dilazionare il pagamento nel tempo.

Restano invece dovuti gli aggi di riscossione e le spese per le procedure esecutive eventualmente già avviate, secondo modalità che saranno dettagliate nel provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Tasso di interesse al 3%

La principale novità emersa in sede di approvazione riguarda il costo della rateizzazione. Nel testo originario del ddl bilancio il tasso di interesse sulle rate era fissato al 4%. Nel corso dell’esame parlamentare la Lega aveva chiesto una riduzione fino al 2%, ritenendo il livello iniziale eccessivamente oneroso per famiglie e imprese in difficoltà. La riformulazione proposta dal governo ha portato a una mediazione, fissando il tasso definitivo al 3%.

Le modalità di pagamento prevedono un piano di rateazione dilazionato nel tempo, con possibilità di scegliere tra pagamento in un’unica soluzione oppure in forma rateale, con il tasso di interesse ridotto come previsto dall’emendamento.

Chi potrà aderire

La rottamazione quinquies si rivolge ai contribuenti che hanno debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione relativi a imposte, contributi e alcune sanzioni, purché rientrino nei periodi indicati dalla normativa. In particolare:

Periodo di riferimento: i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 saranno presumibilmente inclusi, consentendo di regolarizzare posizioni inerenti a imposte dichiarate ma non versate, contributi omessi e multe stradali di competenza statale.

Adesione: potranno aderire i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi ma non hanno versato quanto dovuto in relazione alle imposte indicate.

Esclusioni: restano esclusi coloro che non hanno mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi e coloro che sono stati accertati per evasione fiscale; inoltre, non potranno aderire i carichi già inclusi nella precedente rottamazione quater se pagati regolarmente entro i termini previsti.

La procedura di adesione sarà telematica, con il contribuente che dovrà presentare la domanda entro un termine fissato dalla legge di bilancio (presumibilmente il 30 aprile 2026) e scegliere il numero di rate desiderato. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunicherà gli importi definitivi e le scadenze delle rate dopo l’approvazione definitiva della norma.

La rottamazione quinquies si applicherà ai contribuenti che hanno debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, derivanti da imposte dichiarate ma non versate, contributi previdenziali e altre somme iscritte a ruolo. Potranno aderire coloro che hanno presentato la dichiarazione dei redditi e si trovano in arretrato con i versamenti; sono esclusi i contribuenti che non hanno mai dichiarato i redditi.

Il contribuente dovrà presentare la domanda di adesione per via telematica entro il 30 aprile 2026, indicando i carichi da definire e la modalità di pagamento scelta (in unica soluzione oppure rateale).

Come si pagherà

Chi aderisce avrà due opzioni alternative:

Pagamento in unica soluzione: l’intero importo dovuto va versato entro il 31 luglio 2026.

Pagamento rateale: è possibile dilazionare la somma fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite su 9 anni, con rate di pari importo.

La prima rata dovrà essere versata entro il 31 luglio 2026, seguita dalla seconda entro il 30 settembre 2026 e dalla terza entro il 30 novembre 2026. Successivamente, dal 2027 al 2034 sono previste sei rate all’anno con scadenze fisse a fine gennaio, marzo, maggio, luglio, settembre e novembre; infine le ultime tre rate scadranno nel 2035 tra gennaio e maggio.

In caso di rateizzazione, sul debito definito si applicheranno interessi calcolati a tasso agevolato (secondo l’accordo parlamentare 3%), a partire dal 1° agosto 2026 sulle rate successive alla prima.

Il piano rateale ha alcune condizioni operative standard: ad esempio, è previsto che tutte le rate abbiano importo non inferiore a 100 euro e che, in caso di mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, si perda il beneficio della definizione agevolata.