Attualità
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23/02/2008 14:58

Palazzo Chigi, una poltrona per dieci. Alla faccia della semplificazione

di Redazione

Ora anche Clemente Mastella minaccia: “Corro da solo, mi candido premier”. Minaccia? Sarebbe meglio definirlo un Sos. Lanciato nella fattispecie agli altri ex dc come lui, e come lui rimasti, per ora, orfani di una coalizione: Pier Ferdinando Casini e Bruno Tabacci, l’Udc e la Rosa Bianca. Se anche loro, nonostante i rumors sulla riunificazione, correranno da soli, ecco tre candidati premier solo al centro. Nessuno, sia chiaro, con la minima probabilità di farcela; se non, addirittura, di tornare in Parlamento.

 

Ma non dovevano essere le elezioni della grande semplificazione? Basta ammucchiate elettorali, basta programmi omnibus e inapplicabili. Evviva la semplificazione e la chiarezza. Dunque, Walter Veltroni contro Silvio Berlusconi. Ma anche Fausto Bertinotti candidato a palazzo Chigi per la Sinistra Arcobaleno. E, alla sua sinistra, addirittura due candidati, “non in ticket ma in tandem” per Sinistra critica: Franco Turigliatto e Flavia D’Angeli. Senza contare Marco Ferrando, stakanovista rappresentante del Partito Comunista dei lavoratori. Chissà: se ce la facessero bisognerebbe cambiare la Costituzione.

 

Dal Pd a Sinistra critica

 

 

All’estrema destra, invece, corre da sola la Destra e candida Daniela Santanché. E siamo, finora, a nove candidati premier. Mettiamo che almeno tra Casini e Tabacci un accordo si trovi: saremmo ad otto, compreso il tandem. Risultato: le coalizioni, che prima erano maxi , diventano mini o micro. E la scheda elettorale, che doveva semplificarsi, rischia di restare più o meno il lenzuolo del 2006.

 

Da La Destra all’Udeur

 

Ma tutto ciò che senso ha sul piano politico? In base alla legge, i partiti che corrono fuori dalle coalizioni per conquistare seggi devono ottenere almeno il 4 per cento alla Camera e l’8 al Senato. Quanti di questi cavalieri solitari possono farcela? Oltre a Veltroni e Berlusconi, sicuramente Bertinotti. Forse i centristi, se si concretizza l’accordo tra Casini e Tabacci: in questo caso, infatti, potrebbero presentarsi come coalizioni, e le soglie di sbarramento si dimezzerebbero. Con molte difficoltà la Destra della Santanché e di Francesco Storace. Gli altri a casa.

 

E dunque alla fine, tra tanti pseudo aspiranti premier, avremmo un centrodestra, un centrosinistra, una destra e una sinistra. Ed un centro: forse un centrino.

 

Fonte: Siciliainformazioni.com