Cronaca
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18/09/2026 20:48

Palermo, arrestato il direttore della motorizzazione Angelo Pizzuto

Aveva intascato una tangente, circa 5.500 euro

di Redazione

Palermo – Agenti della sezione Polizia giudiziaria della polstrada hanno arrestato Angelo Pizzuto, direttore della Motorizzazione di Palermo nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura per corruzione.

Gli investigatori lo avrebbero sorpreso dopo che aveva intascato una presunta tangente, circa 5.500 euro trovati in una busta nel corso di una perquisizione in un immobile di pertinenza dell’indagato. Arrestato anche Ignazio Pepati, responsabile di alcune scuole guida, 56 anni, che avrebbe pagato la mazzetta affinché alcuni suoi clienti avessero una corsia preferenziale e facilitata per il rilascio della patente. Pizzuto è un volto molto noto nella burocrazia regionale.

È stato dirigente del parco delle Madonie e poi capo di gabinetto dell’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Aricò. Dal primo gennaio era approdato alla Motorizzazione civile di Palermo. Pizzuto ha avuto anche ruoli dirigenziali nell’Aci Palermo.

Chi è Angelo Pizzuto, volto noto della burocrazia regionale

È stato presidente del parco delle Madonie dell’Aci di Palermo, poi l’approdo come capo di gabinetto dell’assessore regionale alle infrastrutture Alessandro Aricò.

Alla guida del parco delle Madonie, nel 2011, fu coinvolto nell’inchiesta su una truffa legata a una missione in Canada. Condannato in primo grado a un anno, Pizzuto fu assolto in appello. Venne fuori che non aveva avuto alcun ruolo nella vicenda dei contributi anticipati dai canadesi nella convinzione che la Regione siciliana li avrebbe rimborsati.

Diventato direttore generale della Motorizzazione civile di Palermo a gennaio, il suo nome adesso si accosterebbe a un giro di mazzette e favori all’interno degli uffici.

I legali respingono le accuse

Tramite i suoi difensori, gli avvocati Roberto Tricoli e Massimiliano Miceli, il funzionario fa sapere «di avere formalizzato le dimissioni da dirigente della Motorizzazione di Palermo per non intralciare il lavoro dell’ufficio e le indagini della Procura». Al contempo, però, si dice «fermamente convinto di poter dimostrare la correttezza del suo operato» e di «essere in grado di poter spiegare l’origine dei soldi che gli sono stati trovati in una busta dentro lo zaino».