Con un voto in più rispetto alla maggioranza
di Marco Sammito

Modica – Presenti ventotto consiglieri, il civico consesso presieduto dal Vice presidente, Salvator Avola, alla segreteria il vice segretario dell’Ente av. Giuseppe Puglisi, introduce il punto all’ordine del giorno: elezione del Presidente del Consiglio comunale.
Il capogruppo del Pdl Luigi Carpenzano apre il dibattito e si pone in un clima di collaborazione nel senso che chiede una proposta che possa far confluire il voto anche dell’opposizione. Ci vuole un candidato della maggioranza che sia autorevole, ce ne sono diversi e anche competenti, con un’unica eccezione: non possono votare il presidente dimissionario Paolo Garofalo. La proposta che Carpenzano avanza è quella dell’avv. Carmelo Scarso o del dr. Vito D’Antona. Da quindi atto del gesto dell’ex Presidente che non ha dimostrato attaccamento alla poltrona: si è dimesso perché non si può garantire la tranquillità d’aula atteso il vivace dibattito avuto con il consigliere Gerratana le cui motivazioni rimangono in piedi. La causa delle dimissioni va ricercata nella maggioranza e soprattutto nell’ambito del suo stesso partito, l’Mpa. Un presidente che sia espressione di una maggioranza ampia e fortemente rappresentativa ma non può essere Garofalo.
Il capogruppo dell’Mpa, Carmelo Scarso rileva la delicatezza del momento e ricorda le ragioni delle dimissioni del Presidente Garofalo e su quelle si sono espresse motivazioni contrari alla scelta assunta.
A mente serena ringrazia il consigliere Garofalo per il suo gesto perché ha aperto nei fatti una riflessione sull’andamento dei lavori del consiglio; se le dimissioni non ci fossero state tutto sarebbe passato sotto silenzio. Si registrano eccessi e il modo di fare politica perché è l’uomo a inquinarla. Si dichiara lusingato della proposta del Pdl ma la rigetta: non si può far passare il messaggio che è possibile condizionare il consiglio con argomenti non istituzionali. Bisogna collaborare con il nuovo presidente per riportare tutto nell’alveo dell’applicazione del regolamento che tutti abbiamo il dovere di conoscere e di rispettare. Annuncia la candidatura del presidente uscente Paolo Garofalo come proposta utile a ricoprire la carica.
Il consigliere Nino Gerratana del Pdl, interviene per una questione personale. Dichiara di essere apparso sulla stampa come il carnefice dell’ex Presidente a motivo degli attacchi fatti a Paolo Garofalo. Smentisce attacchi personali ma si è trattato di valutazioni politiche: peraltro le sue dimissioni sono arrivate dopo un’ora il mio intervento. Giudica falso quello che poi ha detto come l’idea di accusare Gerratana di indagare sul suo conto, di dare notizie di anticipazione di indagini nei confronti di Garofalo, di rovistare nella sue carte. Ritiene che tutto ciò non sia vero, si è trattato di una semplice attività ispettiva e quindi legittima e lecita.
Tutto è partito dalla microchippatura. Il Presidente del consiglio comunale ha chiesto tramite nota, a suo tempo, ai funzionari in ordine alla mia attività di consiglieri di visione di quegli atti; il dirigente dopo l’invio della missiva non gli consentì di vedere e avere gli atti. Il dirigente a precisa domanda ha replicato perché gli atti non potevano essere consegnati perché sequestrati dalla guardia di finanza.
Quindi il suo dire rientra in una normale attività che si connette al ruolo e alle facoltà di un consigliere. Non ha niente di personale nei confronti dell’ex presidente che fatta la scelta non si torna indietro. Se si hanno notizie d’indagini si dica. Non si può votare un presidente che sostiene che non si possono garantire i lavori d’aula. Annuncia che continuerà a comportarsi come sempre.
Il capogruppo di SD Vito D’Antona ringraziando sostiene che è assolutamente indisponibile e annuncia la proposta della candidatura del presidente uscente Paolo Garofalo così come deciso dalla maggioranza. Garofalo non si è dimesso né per motivi personale ma per ragioni precise: era diventato insostenibile gestire i lavori del consiglio comunale. Ha partecipato un attacco personale e professionale nei confronti del presidente tanto che aveva chiesto al segretario di intervenire. Da qualche tempo si è travalicato il limite del rispetto personale tra i consiglieri, tra questi e gli amministratori. Le dimissioni sono state un atto dignitoso che ci consente oggi di parlare di queste cose. Da queste esperienze si auspica possa derivare un atteggiamento più maturo e più responsabile.
A nome del suo partito dichiara che ce stato in un anno mezzo un modo di fare opposizione in cui viene messo al centro più che le proposte i formalismi, le date, i protocolli, e ciò ha determinato una sopraesposizione dell’ex Presidente e le cause sono sotto gli occhi di tutti.
Il consigliere del Pdl Tato Cavallino si meraviglia delle parole del consigliere D’Antona se solo si pensa alle critiche che negli anni sono stati fatti ai sindaci di turno. Mai si è deriso il Sindaco o il Presidente del consiglio comunale che a volte non è riuscito a mantenere un rapporto con i consiglieri. Rispetta la scelta della maggioranza di ricandidare Garofalo ma non si facciamo affermazioni che non appartengono ai consiglieri di opposizione.
Il capogruppo dell’Udc Paolo Nigro si esprime solo adesso su questo fatto. Due considerazioni: non si sono associati né prima né dopo a coloro i quali hanno avuto la pretesa, l’esegesi del pensiero di Paolo Garofalo. Se si vuole dare un contributo lo si faccia seriamente. Garofalo ha detto: non sono in condizione di garantire il funzionamento del consiglio comunale. Che cosa è cambiato dal 28 dicembre a oggi rispetto a questa dichiarazione; si sono ascoltate dichiarazioni di riconferma di Garofalo per un accordo politico. La verità invece è nella lotta che è in atto all’interno della maggioranza. E allora è scoppiata la pace nella coalizione ? Se così non è bisogna essere consequenziali. L’intervento di allora del consigliere Gerratana non erano offensive erano solo allusive. Ricorda che in quell’occasione furono alcuni consiglieri della maggioranza a richiamare il presidente sul rispetto del regolamento e per tale ragione, in tre occasioni, arrivarono le scuse del presidente stesso.
E’ necessario avere un presidente di garanzia, bipartisan, di equilibrio. Non deve essere di maggioranza. L’uso dei formalismi li rigetta nei confronti di consiglieri di maggioranza e di D’Antona in particolare.
Dichiara che non voteranno Garofalo per ragioni politiche. Avrebbe preferito fare precedere la seduta con un confronto sereno su tutto quanto è successo. E invita il candidato Garofalo a esprimersi.
Il consigliere Bartolo Azzaro del Pdl rigetta le affermazioni secondo le quali la minoranza pratica dei formalismi; nell’occasione delle dimissioni di Garofalo ci furono dei richiami precisi da parte della maggioranza. Denuncia alcune chiusure della maggioranza alle proposte di minoranza ed elenca i casi in cui questo si è verificato in consiglio. Non passi il messaggio che quest’opposizione non è costruttiva.
Il capogruppo del PD, Giovanni Spadaro annuncia il voto a favore del candidato Paolo Garofalo e contesta il modo di fare politica attraverso l’offesa e attacchi personali. Bisogna fare rispettare il regolamento nei confronti di qualunque consigliere. Rivendica la coesione della maggioranza e questo si dimostrerà con la votazione di Garofalo.
Il consigliere di Modica in primo piano Michele Colombo ritiene che il nuovo presidente, chiunque egli sia, faccia da pungolo all’amministrazione comunale a essere più presente in consiglio compresi i dirigenti.
Il nuovo presidente ponga ai primi punti nell’agenda del 2010 le politiche del territorio e quelle turistiche. Bisogna ripartire da zero mettendo al centro l’interesse della città. Nulla da eccepire a Garofalo o a Gerratana. La questione in atto riguarda tutto il consiglio comunale. In piena autonomia dichiara che voterà l’uscente Garofalo e giudica una risorsa del consiglio il consigliere Gerratana perché chiunque opera nell’interesse della Città.
Il capogruppo di Nuova Prospettiva, Nino Cerruto, l’impegno a un progetto di risanamento che sta portando avanti questo sindaco lo porta ad essere presente alla votazione. Giudica parziale il comportamento di alcuni membri della maggioranza in occasione del consiglio aperto del 21 maggio scorso. Egli fu oggetto di volgari insulti, e tentativi di aggressione fisica. Questo da alcuni esponenti dell’UDC e da consiglieri comunali e provinciali del PDL. Si parla di quello che è accaduto il 28 dicembre, ma non si può parlare di quello che è successo il 21 maggio. Sostiene le condanne di parlamentari che abusivamente tengono ancora lo scranno o sono fatti senatori. Non ha sporto querela per quel che è successo il 21 maggio. Oggi chiediamo l’inizio di un nuovo corso: rispetto pedissequo del regolamento e che l’ufficio di presidenza rende noti gli atti del consiglio, ivi comprese le presenze e le assenze dei consiglieri e gli atti votati di ogni singolo consigliere. Propone poi di dovere devolvere il gettone di presenza alle popolazioni haitiane duramente colpite dal terremoto.
Terminato il dibattito si apre la fase della votazione
PRESENTI 29 CONSIGLIERI
VOTANTI 29 CONSIGLIERI
OTTENGONO VOTI: PAOLO GAROFALO 18
Tato Cavallino 1, Michele D’Urso 1, Giuseppe Minardo 1, Salvatore Cannata 1, Luigi Carpenzano 1, Bartolo Azzaro 1, Nino Gerratana 1, Concetto Puccia 1, Giovanni Migliore 1, Paolo Nigro 1, Maurizio Di Mauro 1.
Paolo Garofalo eletto presidente del consiglio comunale che si insedia.
Nel suo breve intervento il neo eletto annuncia che il dopo deve essere caratterizzato dalla produttività limitata, sinora, dal comportamento di tutti. Cercherà di fare pungolo all’attività in aula dell’amministrazione. Rivela che si è trovato sovraesposto in qualche occasione. Per essere il Presidente di tutti è fondamentale l’applicazione alla lettera del regolamento.
Ringrazia tutti compresa la opposizione e chiede a tutti l’aiuto a potere svolgere sereni lavori del consiglio.
Il Sindaco esprime il compiacimento per l’elezione anche perché si registrata una maggioranza leggermente più ampia sul cartello. Da quello che è successo bisogna trarne insegnamento e farne tutti tesoro e condivide il ricorso al rispetto del regolamento come migliore strumento per garantire equilibrio e serenità ai lavori del civico consesso.
Il capogruppo dell’Udc Paolo Nigro che augura buon lavoro al neo Presidente. Gli rivolge l’invito perché possa essere consequenziale rispetto alle cose dette. Auspica che possa essere il Presidente di tutti. Per L’Udc è giunta l’ora che tutti ci renda conto che non è corretto esprimere giudizi nei confronti di persone non presenti in aula facendo allusioni non solo al partito dell’UDC ma a suoi esponenti rappresentativi.
Il capogruppo del Pdl Luigi Carpenzano augura buon lavoro e dichiara che la collaborazione non mancherà ed esterna un’amarezza per il fatto che si sono persi giorni per tornare al punto di partenza. La Città non capirà e invita il Presidente a riattivare i lavori del consiglio con gli importanti punti all’ordine del giorno.
Il capogruppo dei popolari Salvatore Cannata prende atto della volontà di mettere ordine ai lavori della pubblica assise. Hanno dato della correttezza dell’eletto e auspica che gli impegni assunti vengano accolti da tutti, maggioranza soprattutto.
Il consigliere del PD Giancarlo Poidomani esprime un augurio di buon lavoro dando atto che il PD per primo aveva assunto le difese del presidente. Il tempo passato è stato utile per sviluppare un dibattito che ha fatto emergere coerenze e incoerenze. Auspica un rispetto rigoroso del regolamento. Si passi adesso al lavoro.
Il capogruppo dell’Mpa Carmelo Scarso ritiene che il nuovo inizio sia occasione per applicare una disciplina politica ed istituzionale che dipende non solo dal Presidente ma da tutti i consiglieri comunale e auguro buon lavoro.
Apprezzamento viene espresso dal capogruppo di Nuova Prospettiva Nino Cerruto e reitera le proposte fatte in precedenza compresa la devoluzione del gettone di presenza alle popolazioni haitiane.
Il presidente del consiglio invita il civico consesso a rispettare un minuto di silenzio per le vittime di Haiti e invita i consiglieri a devolvere la pari somma del gettone alle popolazioni colpite.
Il consigliere Giuseppe Minardo augura buon lavoro al Presidente e sottolinea come la forma di aiuto alla popolazione haitiana come fatto singolo e non che investa il consiglio comunale nel suo complesso.
La seduta viene dunque sciolta.
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