La risposta progressista
di Un Uomo Libero.
Città del Vaticano – Jorge Mario Bergoglio è il nuovo papa della Chiesa Universale. Il nuovo vescovo di Roma, successore di Benedetto XVI.
Figlio di una modesta famiglia italiana di origine piemontese emigrata in Argentina (il padre ferroviere, la madre casalinga) fu, prima di essere un prete, un lavoratore. Una vocazione tardiva ma chiara.
Non starò qui a elencare le tappe della sua chiamata a successore di Pietro. Per questo esistono i vari e più documentati salotti televisivi, i giornali, i media.
Il cardinale Bergoglio aveva deciso poco tempo fa di lasciare la sua diocesi di Buenos Aires per diventare vescovo emerito: è nato, infatti, nel 1936 e ha, ora, superato abbondantemente i settantasei anni.
Fu la risposta a Ratzinger offerta da Martini nell’ultimo conclave. La forza dei “conservatori”, però, in quell’occasione, provocò durante l’elezione un vero e proprio stallo che il “santo” cardinale porteño, saggiamente, risolvette rinunciando pubblicamente alla sua elezione.
Bergoglio è molto noto in America Latina. Per la sua povertà vissuta all’ombra della fede del Vangelo. Per la sua tenacia gesuitica con la quale si è opposto all’Argentina dei Kirchner. I suoi rapporti con la politica sono stati, infatti, molto conflittuali e compromessi. Nestor Kirchner, al colmo dell’ira, ebbe a dire contro di lui una celebre frase: “Dio è di tutti, ma, attenti! Anche il diavolo raggiunge tutti, sia quelli che usano i pantaloni sia quelli che portano le tonache.”
Bergoglio fu descritto dal regime come il più pericoloso e ostinato oppositore, il nemico in casa, l’uomo da combattere e neutralizzare a tutti i costi.
L’ultima battaglia il cardinale Bergoglio l’ha combattuta con l’attuale presidentessa dell’Argentina, Cristina, vedova di Néstor Kirchner, a proposito della ratificazione del matrimonio omo.
Una vera e propria crociata nella quale Bergoglio schierò come soldati in campo un esercito di preti e di suore.
Personalmente ho avuto sempre una gran simpatia per questo intelligente prelato e ho avuto, qualche settimana fa, la sensazione che forse sarebbe potuto diventare un candidato interessante: da anni, in verità, si guarda all’America Latina come al continente dal quale sarebbe dovuto arrivare il nuovo papa.
Con molta sincerità lo esclusi guardando la sua età. Ma io lo avevo da sempre ritenuto il candidato perfetto.
Con quest’elezione il Collegio dei cardinali ha voluto lanciare dei messaggi molto chiari alla Chiesa e al mondo. L’umiltà e l’attenzione privilegiata verso i ceti più poveri, la condanna della politica dei regimi sudamericani, la difesa della famiglia, il riconoscimento del lavoro di Martini, che oggi più che mai si rivela profetico e ispirato.
Francesco sintetizza nel suo nome due grandi santità: Francesco d’Assisi e Francesco Saverio. La dottrina coniugata con la gioia e la povertà evangeliche, con l’affanno missionario dei discepoli del Signore.
Per la prima volta il Pontefice di Roma esibisce una croce pettorale che non brillerà della luce dei diamanti ma della sapienza della fede come fu per il povero pescatore di Galilea.
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