Attualità
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17/10/2013 17:12

Papa Francesco fa telefonare alla mamma di Mauro Terranova

Metodo stamina

di Redazione

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"Cosa possiamo fare per voi?"
"Cosa possiamo fare per voi?"

Modica – Un telefono che squilla, una chiamata inaspettata e la speranza che si riaccende. Papa Francesco conosce la vicenda di Mauro Terranova e prega per lui. I familiari del 23 enne modicano affetto da atassia spino cerebellare che ha richiesto di curarsi con il metodo Stamina, definitivamente bocciato dal ministero della Salute, sono ancora increduli.

La telefonata dal Vaticano è arrivata ieri mattina. All’altro capo della cornetta monsignor Fabian Pedacchio Leoniz, il segretario di Papa Francesco che ha parlato con la signora Anna, la mamma di Mauro. Una inaspettata conversazione arrivata a seguito della lettera che il vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò, ha inviato la scorsa settimana al Vaticano per rendere noto al Pontefice il caso di Mauro e chiedere un suo intervento.

Precisa la richiesta della famiglia Terranova: permettere a Mauro di sottoporsi a infusione delle staminali di Vannoni nello Stato vaticano dal momento che in Italia non è possibile.

Il segretario del Papa ha assicurato che il Pontefice farà quanto gli è possibile per non abbandonare il ragazzo ad un doloroso destino. Per Mauro infatti, non esiste alcuna cura. La sua battaglia a suon di carte bollate e tribunali non ha avuto sinora alcun esito. Nonostante la madre di Mauro abbia manifestato, protestato, bussato a tutte le porte e portato avanti per un mese un estenuante sciopero della fame. L’autorizzazione a curarsi è stata prima concessa, poi revocata. Sempre dalla stessa autorità, il tribunale del Lavoro di Modica.

Dopo la bocciatura di Stamina da parte del ministro Lorenzin, la mamma di Mauro ha minacciato di lanciarsi nel vuoto da un ponte. Una provocazione che dà la misura della disperazione di chi ripone ogni sua speranza in Stamina, 25 mila disabili gravi in tutta Italia, 300 solo in Sicilia.

“E’ molto bello sapere che Papa Francesco segue la storia di Mauro con attenzione – commenta Simonetta, la sorella del ragazzo – ma noi pressiamo affinché il mondo istituzionale non ignori i malati. In primis l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, che aveva promesso di aiutare Mauro ma poi si è tirata indietro. E’ dalla regione siciliana che vogliamo una risposta. Mauro non può più aspettare, le sue condizioni peggiorano di giorno in giorno”.