Attualità
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01/08/2007 00:00

Partito democratico? Idv in coro: No, grazie

di Redazione

Tanta sorpresa e un profondo rammarico, neanche malcelato. Ma tutti (o quasi) pronti a seguire il leader Antonio Di Pietro. L’occasione buona anche per mettere una pietra sopra gli spesso laceranti contrasti con i Ds e la Margherita locali.
È stata come un fulmine a ciel sereno la notizia della candidatura del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, alla segreteria del nuovo Partito democratico e la conseguente disponibilità, manifestata dall’ex pm di “Mani pulite”, a sciogliere il partito.
Il più perplesso e scettico è certamente il coordinatore provinciale Giuseppe Di Natale: «La voce non mi sembra propriamente fondata, ma domani incontreremo Di Pietro a Palermo e ne sapremo di più. Ammetto che non ci aspettavamo l’adesione al Pd, anche se è innegabile il travaglio interno al partito. Che, però, lo stesso di possa sciogliere, mi sembra ancor oggi difficile. Personalmente non ne sarei contento. Nessuna pregiudiziale verso il Pd, ma ci intrupperemmo in un mare infido, ove, soprattutto a livello locale, è assai complesso navigare. Ciò nondimeno, seguirò certamente Di Pietro e il partito».
Anche il consigliere provinciale Gianni Iacono usa una metafora marinaresca per spiegare le sue difficoltà a confluire nel Partito democratico: «Cambiano le navi, ma – commenta – i naviganti restano sempre gli stessi. Non credo che il Pd possa semplificare il quadro politico. Se prima all’interno di Ds e Margherita c’erano dieci bande, oggi se ne contano 33. Di Pietro e Orlando – aggiunge Iacono – credono nel vero Pd ma la richiesta è stata rigettata perché nell’attuale Pd mancano le condizioni minime di democrazia e le regole, come dimostrano le liste bloccate, sono alterate».
Anche Santino La Terra, uno dei maggiorenti locali dell’Idv, non nasconde la sua sorpresa: «Lo scioglimento del partito mi rattristerebbe non poco, così come mi dispiacerebbe perdere la nostra identità. Un’amarezza acuita dal fatto di aver fondato con Giuseppe Di Natale, da nulla, il partito in provincia. Ma siamo sicuramente pronti a seguire il nostro leader che sino a oggi ha fatto sempre bene. Lo seguiremmo con la lealtà di sempre, anche se preferiremmo si seguisse l’idea iniziale. Quanto ai contrasti a livello locale con Ds e Margherita, penso che la politica faccia giornalmente il suo corso, che sia in continua evoluzione. Si deve avere perciò la capacità di azzerare e ripartire, soprattutto dinanzi a un fatto storico quale la nascita del Pd. Chi, dinanzi a un’evenienza del genere, di carattere e valenza sicuramente superiori, rivangasse e avesse dubbi sui fatti passati, dovrebbe farsi da parte».
Assolutamente scettico, invece, il consigliere comunale Salvatore Martorana: «Certamente, qui in periferia, siamo fermi alla situazione di attesa e di stallo di qualche mese fa, sostanzialmente di remora verso il Pd, quando si decise che avremmo parlato di un’eventuale adesione dopo il mese di ottobre. Ricordo, peraltro, che l’amico Gianni Iacono era il candidato vice sindaco dell’esponente candidato a sindaco dei Ds. Questo per dire che siamo per l’unità del centrosinistra e che non avremmo nulla contro un “vero” Partito democratico. Ma quello che si sta proponendo, con le liste chiuse per la sua guida, non ci convince, come confermano anche le diatribe interne Margherita per occupare posizioni».

Le tappe verso il Pd
Il Partito democratico ha già una data di nascita: il 14 ottobre 2007 si eleggerà infatti l’assemblea costituente che dovrà dare forma al nuovo soggetto politico, nato dalla fusione di Ds e Margherita.
Oggi, alle 19, i Ds riuniscono la direzione provinciale del partito, nella sede della Cna di via Psaumida. All’ordine del giorno l’elezione dei componenti che andranno a costituire il comitato provinciale del Partito democratico.
Da questo percorso si è staccata la componente del senatore Gianni Battaglia che ha aderito a Sinistra democratica, il movimento che ha i suoi leader in Cesare Salvi e Fabio Mussi.