Attualità
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30/07/2007 00:00

Partito democratico: Litigate sui designati? Aumentiamo le sedie

di Redazione

Quindici o venti a testa. Il risultato non cambia. Nella Margherita provinciale si discute del processo che porterà alla designazione dei coordinatori del Comitato 14 ottobre per il Partito Democratico. La divisione delle quote in quindici non è bastata a garantire la giusta rappresentanza a tutti i petali del partito. E per questo è stato proposto di delegare venti Coordinatori, ovvero venti in quota Margherita, venti in quota Ds, e venti in quota società civile. Sino a quando i coordinatori da delegare erano quindici, la divisione tra le viarie anime della Margherita era andata così: 6 coordinatori in quota a Venerina Padua, 4 coordinatori all’on. Ammatuna (tra questi il sindaco di Scicli Falla), 3 coordinatori in quota ad Antonio Borrometi, e alla componente ragusana. Ma tale spartizione stava stretta a tutti, e si è proposto perciò che ciascuna anima del futuro Partito Democratico possa esprimere venti coordinatori. Già, ma qual è il compito dei coordinatori? Quello di promuovere l’adesione al Partito (per l’adesione si pagheranno cinque euro) e e di organizzare le primarie, grazie alle quali si eleggeranno gli organismi direttivi del Pd a livello nazionale, regionale e provinciale. La Margherita è chiamata a indicare i propri quindici, o venti nomi, i Ds anche, resta il grande tema: chi è la società civile? Attualmente, tra i chiamati a far parte dei coordinatori del Comitato del 14 ottobre per il Partito democatico fanno parte Saverio Terranova, Elio Accardi, Giorgio Massari, Salvatore Emmolo, Donata Militello.
Oltre agli aderenti ai Circoli per il Partito Democratico, potranno entrare a far parte dei Coordinatori espressione della società civile ad esempio esponenti della Confcooperative, o dell’Arcigay. E’ certo che nel Partito Democratico non entrerà a far parte Di Pietro, che per le elezioni Europee mira addirittura a un’alleanza con Udeur e addirittura Udc, mentre resta uno spiraglio per Pannella e i radicali. Il problema irrisolto della Margherita è come comporre le tensioni tra la componente che fa capo a Venerina Padua e a Iano Gurrieri, e le altre anime, quella che fa capo all’on. Roberto Ammatuna, i borrometiani (che ultimamente hanno dato prova di condivisione di obiettivi, almeno su Modica, con l’on. Drago), e l’area ragusana. Pare difficile che la diversa quantità di coordinatori delegati possa aiutare a contribuire a risolvere tensioni che hanno la loro origine in quanto è successo negli ultimi due anni, dalle dimissioni di Tonino Solarino sino alla vicenda delle elezioni provinciali. E Modica sembra candidarsi in questo senso a diventare laboratorio politico. Resta aperto il fronte delle liste civiche. Tra quelle che potrebbero aderire, in quota «società civile», la lista «L’Altra Vittoria», mentre il movimento «Liberi e Concreti» di Scicli ha fatto sapere di non essere interessato all’ingresso nel Partito democratico.