di Redazione
Passalacqua: Drago 12, Miceli 7, Ballardini 12, Carbone ne, Licitra 3, Guastella V., Linguaglossa 22, Grima 12, Guastella C. ne, Tummino ne. All.Leggio.
Città Futura: Grattarola 6, Servillo 1, Quarta 20, Pervenanzi ne, Cinili 7,Nndi Quin 6, Arimattei, Toto 17, Rulli ne, Tava 7. All. D.Antoni.
Arbitri: Roca di Avellino e Belfiore di Napoli.
Note: spettatori 500; parziali 17-10; 29-21; 42-39; 55-55
In gara 1 della finalissima play-off per la promozione in A2 femminile, la spunta solo all´over-time la Passalacqua che ora, però, è ad un passo dal realizzare il sogno.
La frase sarà fatta e fors´anche retorica,ma rende perfettamente l´idea: le ragusane, infatti, hanno dovuto buttare il cuore oltre l´ostacolo e solo allora è arrivata la soffertissima vittoria, grazie, per l´appunto, ad un match giocato senza respiro, contro un avversario più forte fisicamente, più fresco atleticamente e forse anche più dotato sul piano tecnico. Ma la
Passalacqua, come accennato, anche nei momenti più neri, ci ha messo in più il… cuore. Ed alla fine, l´ha spuntata meritatamente.
Partenza choc delle siciliane che volano sul 15-3 al 7´ e sembrano stordire le romane che sparano solo a salve. Ma nel finale di “tempino” Toto si fa viva rubando palla e piazzando una tripla a fil di sirena (17-10). Ballardini è ancora super, mentre l´acciaccata Drago sopperisce all´assenza di capitan Mazzone, ben coadiuvata da Clizia Miceli. Grima è sistematicamente raddoppiata, ma in velocità le iblee pungono ancora e toccano nuovamente il + 11 (29-18 al 19´), prima di subire ancora una tripla sul finale di tempo (29-21 all´intervallo lungo con appena 9 su 16 ai liberi per le isolane).
Si riparte e l´inerzia della partita si capovolge. Le ragusane cominciano ad accusare la stanchezza, coach Leggio deve restringere al massimo le rotazioni e le ospiti si fanno minacciose. Passano, anzi, addirittura a condurre (35-36 al 27´), prima che una “triplona” di Claudia Licitra, anch´essa sul suono del gong, regali alle biancoverdi l´ennesimo vantaggio
(42-39 al 30´).
Si ricomincia per l´ultima decisiva frazione. La Passalacqua è stremata: Ballardini, straordinaria per tre “tempini” è in palese debito d´ossigeno; idem la Grima che sbaglia tanto da sotto e commette pure il quarto fallo; Linguaglossa delizia di tanto in tanto, ma soprattutto sperpera palle ad iosa (ma in difesa bolla comunque la temutissima Cinili); Drago fa già gli
straordinari. Le capitoline, come se non bastasse, iniziano soprattutto con Quarta e Toto, ad imbroccarle tutte. Ci si mette pure il totem Tava con due triple siderali e la Passalacqua sprofonda nel tunnel: è sotto di cinque lunghezze a 4´.46´´, ha le gambe molli, il fiato corto. Ma non demorde.
L´indomita e coraggiosa Linguaglossa, dopo tante forzature, regge comunque l´urto quasi da sola e tiene a galla le compagne. Drago riaccende speranza e sogno con una tripla dall´angolo che vale il meno 1 (3´.35´´), ma all´ultimo giro di lancette la Futura si ripresenta avanti di 3. Ci pensa proprio Betty Linguaglossa con un canestro e tiro aggiuntivo ad impattare a
24´´ dalla fine (55-55). Le romane sprecano l´ultimo possesso.
L´extra-time si apre con un doppio vantaggio locale, ma a 120 secondi dalla fine è ancora pari e patta (62-62); di nuovo botta e risposta e restano 40´´ (64-64). Ruba palla la Passalacqua, circolazione ubriacante e sfera in angolo per Clizia Miceli che sul filo dei 24´´ fa saltare definitivamente il banco con la tripla che stoppa il cronometro a meno 25´´, ma con il più 3 per la la squadra di casa. Il Palapadua è una bolgia come ai bei tempi della Virtus, Grattarola e socie cercano la conclusione veloce, ma perdono ancora il possesso, con Drago che si invola prima di essere frenata fallosamente. Dalla lunetta, a 11´´ dal gong, arriva il tiro libero della
liberazione e delle sicurezza. Sabato gara due a Roma. L´eventuale “bella” (con possibile rientro di Mazzone) si giocherebbe ancora al Palapadua tra 15 gg.
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