Dalle ore 19 al Noka bistrot
di Redazione
Scicli – L’appuntamento è per sabato 25 luglio a partire dalle 19 al Noka Bistrot di via Francesco Mormina Penna a Scicli. Per celebrare la pastasciutta antifascista.
Una assonanza strana, quella di questo piatto, che affonda le radici in un fatto storico.
La pastasciutta antifascista è un piatto a base di pasta, condita con burro e parmigiano, consumato collettivamente, in Italia, per celebrare la caduta del fascismo nel 1943.
La nascita risale appunto al 25 luglio 1943, quando venne destituito e arrestato Benito Mussolini.
Il 25 luglio i fratelli Cervi, al ritorno dal lavoro nelle campagne, appresa la destituzione di Mussolini, decisero di festeggiare e di distribuire pastasciutta gratuita alla popolazione. Dopo 21 anni, la dittatura fascista pareva essere alla sua fine e tornava la speranza di una ritrovata libertà.
Procurata farina, burro e formaggio, caricarono un carro e arrivati alla piazza di Campegine, venne cucinata e distribuita alla popolazione. La pastasciutta fu preparata in grandi quantità e distribuita a tutti, senza distinzione. Fu un gesto simbolico per festeggiare la fine della dittatura e l’inizio della liberazione. La pastasciutta divenne così un simbolo di Resistenza.
A Scicli il 25 luglio 2026
“La memoria non è un box impolverato in cui si custodisce storia nello scaffale di una qualche mansarda, -afferma Mauro Cutuli, della cantina Grottafumata, che sorge sull’Etna-. Abbiamo coinvolto per questo l’Istituto Cervi e l’Associazione nazionale Partigiani italiani.
La festa è un modo per celebrare in modo conviviale la memoria. Stefano Vicari il 25 luglio prossimo preparerà la pasta per noi mentre l’incontro sarà occasione per degustare alcuni nostri vini che hanno una cifra di vulcano, di Sicilia, di insularità che vogliamo raccontare. Saranno gesti finali di una conseguenza agricola, di cura di piante, di cura di territorio, di suoni che vogliamo narrare. Il cibo e il vino sono per noi elementi culturali che raccontano la storia, che predicono il futuro. Da qui il bisogno di celebrare questo spazio di libertà con la pastasciutta antifascista”.
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