di Redazione
Non è affatto concluso il contenzioso in casa del Partito Democratico, anzi la situazione minaccia di diventare incandescente e potrebbe avere riflessi anche nella campagna elettorale delle regionali che vedono in campo la candidatura di Anna Finocchiaro, unodelle dirigenti del partito più vicini a Walter Veltroni. Le polemiche più aspre coinvolgono laa segreteria regionale del PD. Il silenzio-assenso della segreteria (Genovese e Russo) ha assunto una valenza determinante nel far precipitare la crisi.
Da Siracusa arrivano segnali assai minaccioso. Non si capisce, allo stato, dove andranno a parare i dirigenti aretusei. Ormai lo spazio è ristretto, ipotizzare una ricomposizione della lista quasi impossibile. E allora?
Il commento più duro alle liste per la Camera e il Senato in Sicilia è venuto dal vice capogruppo all’Ars, Roberto De Benedictis, che definì “perfino offensive” le scelte fatte da partito a Roma. Le province di Siracusa e Ragusa, infatti, non hanno candidati, mentre le liste ospitano esterni provenienti da altre regioni, ed in alcuni casi congiunti di dirigenti nazionali sia dell’Ex DS sia dell’Ex Margherita. Micce accese, dunque, pronte a fare saltare un’autentica santabarbara. Si potrebbe assistere, dunque, ad un epilogo imprevedibile proprio nel partito che viene rappresentato da Veltroni, come un’oasi di tranquillità.
Per avere un’idea di ciò che sta succedendo, basta leggere ciò che scrive sabato mattina uno dei deputati del PD più “presenti” e vivaci in Assemblea.
“Registro con soddisfazione la scelta di recuperare Beppe Lumia al parlamento nazionale, ma rimangono ugualmente aperte e insolute gravissime questioni che rischiano di segnare negativamente le sorti delle competizioni elettorali regionali e nazionali per il PD”, sostiene Giuseppe Zappulla, deputato regionale del Partito Democratico.“Comprendo le ragioni di quanti protestano per il rischio che corrono importanti personalità siciliane, ma è incredibile la sottovalutazione e la superficialità con cui non si sta affrontando l’esclusione di due province, gravissima e colpevole, dai posti utili per eleggere propri rappresentanti in Parlamento.Leggo con crescente sgomento e sconcerto che il segretario regionale del partito e il suo vice dichiarano praticamente su tutto, ma nessuna protesta si è alzata per sostenere le sacrosante ragioni di Ragusa e Siracusa. L’area sud orientale della Sicilia, con quasi 700 mila abitanti, fette rilevanti e strategiche dei economia e lavoro, viene cancellata per i prossimi cinque anni dal parlamento nazionale, e nessuno dei vertici regionali del PD assume iniziative urgenti per tentare di risolvere il problema.
È davvero una vergogna che stiano ancora al loro posto senza avvertire il bisogno di rimettere il mandato: evidentemente le scelte assunte dal gruppo dirigente nazionale hanno trovato la piena condivisione e complicità da parte loro. Se così non fosse, Genovese e Russo dovrebbero essere a Roma a rivendicare con forza la riapertura immediata e urgente delle liste siciliane, consegnando altrimenti nelle mani di Veltroni e Franceschini le irrevocabili dimissioni.E dire che sarebbe sufficiente spostare altrove alcuni candidati ‘esterni’, certamente persone perbene ed autorevoli ma che nulla hanno a che fare con la Sicilia e i suoi problemi, per risolvere la questione. Mi dispiace per la splendida Anna Finocchiaro, ma è impensabile che tale situazione non determini ricadute negative anche sulla contestuale elezione regionale..Chiedo pertanto ancora una volta di riaprire le liste in Sicilia, altrimenti ognuno si assuma le proprie responsabilità, non solo per quanto è accaduto, ma per le conseguenze delle scelte fatte”.
Fonte: Siciliainformazioni.com
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