di Redazione
Dentro sei prodiani con in testa il portavoce del governo Silvio Sircana. Tutti confermati i 5 teodem attualmente presenti in in Parlamento (il passaggio di Paola Binetti dal Senato alla Camera come unica novità di rilievo). E ancora, il vicesegretario nazionale del Pd, Dario Franceschini (capolista del partito di Walter Veltroni alla Camera nella circoscrizione Toscana) e il ministro Vannino Chiti (capolista al Senato). Fuori il costituzionalista Stefano Ceccanti e Giuseppe Lumia, vice presidente della Commissione antimafia. Il coordinamento nazionale del Pd ha approvato tutte le liste per le candidature alle prossime elezioni. Nessun commento ufficiale, al termine della lunga riunione, dal segretario del Pd, Walter Veltroni che, a telecamere spente, ha sorriso limitandosi a dire: «Tutto fatto» ai giornalisti che gli chiedevano se era risolta anche la questione Campania ( in atto a Caserta una sorta di «rivolta degli esclusi»). Nella Regione alla prese con la questione rifiuti il il capolista per la Camera è Massimo D’Alema, mentre al Senato è Paolo di Castro. «Le liste – evidenzia il vice segretario del Pd Dario Franceschini – sono state votate all’unanimità con una o due astensioni, sempre le stesse per motivi di metodo. Solo su una lista in Lombardia-3 c’è stato un approfondimento per l’esclusione di Burchiellaro e la lista è stata approvata a maggioranza». «Rispetto alla tradizione per cui le liste si fanno l’ultima notte utile, noi in tre giorni di lavoro con i segretari regionali abbiamo fatto delle liste che hanno molti elementi di innovazione» ha sottolineato Franceschini. «Le liste rappresentano un incrocio molto equilibrato tra rappresentanza territoriale – ha aggiunto – e personalità nazionali della società civile, in parte capilista e in parte nelle liste».
GLI ESCLUSI – Vittime illustri nella compilazione delle liste del Pd il costituzionalista Stefano Ceccanti, uno dei «ghost writer» di Walter Veltroni, fino ad oggi considerato candidato sicuro in Toscana e Giuseppe Lumia, vice presidente della Commissione antimafia. «È un momento delicato e importante. Come al solito nella nostra regione la lotta alla mafia viene vista dalla politica più come un problema che come una priorità e una risorsa» ha detto l’escluso Lumia. «In questo momento – aggiunge – il mio pensiero va soprattutto alla Sicilia del cambiamento che si trova oggi davanti a scelte non chiare e discutibili. A questo punto penso che sia necessaria una seria riflessione che anche io mi riservo di fare».
MARINO CAPOLISTA AL SENATO IN SICILIA – Il capolista al senato del Pd in Sicilia sarà il chirurgo Ignazio Marino. Il coordinamento nazionale del partito di Veltroni candida al secondo posto Enzo Bianco, seguito da Nino Papania, Anna Serafini, Wladimiro Crisafulli e Benedetto Adragna. In lista fra i candidati anche Nuccio Cusumano.
PROTESTE – Il coordinatore del Pd della provincia di Caserta si è dimesso dalla carica in segno di protesta per la mancanza di esponenti nelle liste. Sandro De Franciscis spiega infatti che «nelle liste campane sono presenti due rappresentanti della provincia di Benevento, un numeroso gruppo da Salerno e nessuno di Caserta. È una vergogna, evidentemente il Pd non ha bisogno dei voti casertani. Io voterò democratico- aggiunge- ma non posso garantire per i miei conterranei. Tanti auguri», conclude De Franciscis. Questo è il caso che ha prolungato il coordinamento nazionale dopo che tutte le altre regioni erano state chiuse.
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