di Redazione
ROMA – “Siamo pronti ad una collaborazione con il Pdl, non ad una annessione in un discorso che non ci appartiene e che non pensiamo nostro”. Pier Ferdinando Casini, parlando alla direzione dell’Udc, è perentorio.
“La colpa che ci viene imputata non è quella di aver fatto ribaltoni o di non esser stati fedeli, ma di non aver piegato la schiena, di non voler dimenticare la nostra storia e la nostra identità, che è quella dei cattolici cristiani”, aggiunge. Questo passaggio del discorso del leader Udc è stato lungamente applaudito.
“Quando 14 anni fa nacque il Polo delle libertà, al quale siamo rimasti fedeli sempre, nella buona e nella cattiva sorte – ha proseguito Casini – non avremmo mai pensato un giorno di dover rinnegare i nostri valori e le nostre radici per aver cittadinanza in quest’area politica. Oggi questa scelta ci è richiesta con il pretesto della semplificazione: in realtà aderire ad un listone così composto da comprendere Mastella e Fini, la Mussolini e Lamberto Dini, Capezzone e Giovanardi dubito che possa aiutare la governabilità del paese o contribuire alla serietà della politica. E pur tuttavia rispettiamo chi ha fatto questa scelta”.
Dopo aver ribadito che l’Udc è pronto a collaborare con il Pdl, ma che non vuole essere annesso, Casini sottolinea che al suo partito “in altre circostanze è stato addirittura contestato di avere espresso le proprie opinioni a testa alta e di non aver piegato la schiena”. Casini si rivolge infine ai cittadini italiani, “che, dopo questi due anni di pessimo governo Prodi, finalmente oggi sentono vicina un’alternativa politica e chiedono a tutti i leader moderati di mettere da parte personalismi e incomprensioni per favorire la vittoria del Centrodestra. A loro voglio dire che sarà effimero ogni successo che non si basi sul rispetto delle idee di tutti e di ciascuno”.
Casini, al termine della direzione che lo ha invitato a candidarsi premier, ha chiesto qualche ora di riflessione per sciogliere la riserva: “Nelle prossime ore, vorrò parlare ancora con Berlusconi, perchè sia chiaro che la volontà di dividere questo popolo non è di chi conserva l’orgoglio della propria storia e identità, ma di chi pretende l’immissione forzata nel proprio partito, scegliendo nella Lega l’alleato unico e preferenziale e realizzando così una vera e propria mutazione genetica dell’alleanza”.
“Qualche ora di riflessione in più – conclude Casini – non toglierà nulla all’efficacia nella nostra campagna elettorale, che comunque vi invito ad iniziare subito, ma renderà ancora più chiara la responsabilità di tutti e di ciascuno per questa lacerazione che subiamo in nome della dignità e dell’onore”.
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