Dai dati reali alla co-progettazione, parte il percorso per il futuro della città.
di Redazione
Modica – Sala gremita, venerdì 19 giugno, all’Auditorium P. Floridia: cittadini, professionisti e imprenditori hanno partecipato a “Pensare una nuova Modica — Dal centro storico alla Città”, l’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico di Modica.
Ad aprire i lavori il Segretario Regionale del PD Sicilia, On. Anthony Barbagallo, che, con un forte apprezzamento per l’iniziativa e per il suo metodo, ha richiamato i dati di partenza della città: il dissesto del Comune e il declino demografico. Dopo i saluti del Segretario cittadino Francesco Stornello e del Segretario provinciale Angelo Curciullo, il confronto è entrato nel vivo con le relazioni del Prof. Fausto Carmelo Nigrelli (urbanista, UniCT) e della Prof.ssa Licia Lipari (sociologa, UniCT).
Al centro, i dati. Nigrelli ha mostrato che a Modica circa il 60% delle abitazioni è vuoto — con punte del 68% a Marina di Modica e del 54% a Modica Bassa — a fronte di un reddito medio dichiarato di circa 15.700 euro, molto sotto la media nazionale, e di forti diseguaglianze. Lipari ha letto il territorio con i dati ISTAT: una popolazione di circa 53.500 abitanti in forte invecchiamento e un uso del suolo per oltre l’80% agricolo. Da entrambi un messaggio netto: prima i numeri veri, poi i progetti; non la retorica della partecipazione, ma co-progettazione e co-pianificazione.
A seguire, l’esperienza di Frankie Terranova (già Assessore alla Cultura di Noto) sul valore dell’identità, un ricco dialogo con la sala e l’intervento dell’On. Nello Dipasquale sugli strumenti legislativi a servizio dei centri storici. La moderazione è stata affidata a Leonardo Lodato, caporedattore de La Sicilia.
«Questa serata non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di co-progettazione della città — ha dichiarato in chiusura il Segretario Stornello —. Non un comizio, ma un cantiere di idee fondato sui dati e aperto a tutti. La bellezza di Modica non basta: servono un progetto e una visione. Da qui parte il lavoro, perché Modica e i modicani hanno diritto a rispetto, futuro e speranza».
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