Dopo le pressioni di Scarpata, Uilcem
di Adriana Occhipinti
Modica – Per i lavoratori della Spm saranno messi in pagamento gli stipendi del mese di aprile e maggio. Ad assicurarlo è stato il sindaco Antonello Buscema durante l’incontro di ieri che era stato richiesto, con urgenza, dalla segreteria della Uilcem Uil e alla quale ha preso parte anche una rappresentanza dei lavoratori del reparto depurazione. La Uilcem Uil di Ragusa, per voce del segretario generale, Giuseppe Scarpata, aveva denunciato, nei giorni scorsi, i ritardi sui pagamenti dei lavoratori della Spm annunciando lo sciopero per il reparto depurazione e sottolineando che erano state trovate le risorse per finanziare eventi di vario genere dimenticando i lavoratori.
«Accogliamo con prudenza la risposta del sindaco Buscema, in attesa che i pagamenti annunciati si concretizzino a breve e in termini di continuità» ha detto Giuseppe Scarpata, segretario generale della Uilcem Uil di Ragusa. Il sindaco ha garantito che il bonifico per saldare il mese di aprile sarebbe avvenuto entro la giornata di ieri, invece per il mese di maggio, il primo cittadino ha richiesto ancora qualche giorno di pazienza ai lavoratori, che a stretto giro di pochi giorni vedranno saldate le competenze di busta paga arretrate. E’ stato dunque sospeso lo stato di agitazione.
«È stato deciso di sospendere la dichiarazione di stato di agitazione dei lavoratori del reparto depuratore, espressa nei giorni scorsi dalla Uilcem Uil in ordine al mancato pagamento di 5 mensilità arretrate per le maestranze della Servizi per Modica. – dice Scarpata – L’annuncio del sindaco fa dunque rientrare l’allarme della Uilcem che, per la mancata risposta da parte dell’amministrazione comunale sul pagamento del pregresso ai lavoratori della società in house, aveva temuto il peggio per lo stato di emergenza finanziaria del Comune. Di conseguenza, ulteriori azioni sindacali saranno eventualmente intraprese per il mancato rispetto degli affidamenti avuti dal primo cittadino di Modica. Occorre un intervento deciso sul patto di stabilità, a livello nazionale, per liberare risorse che garantiscano il pagamento degli stipendi negli enti con maggiori difficoltà, altrimenti, in Sicilia, rischia di saltare il sistema dei servizi locali. Se alle difficoltà di cassa dei Comuni, sommiamo i provvedimenti del ddl Armao in discussione al parlamento regionale, per una rivisitazione globale delle spese, potremmo assistere, e il pericolo è serio, al licenziamento in massa del personale a libro paga degli enti locali con la chiusura delle attività pubbliche gestite dalle società partecipate».
La Sicilia
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