di Redazione
Caro Peppe e cari lettori ed amici di Sciclinews,
volevo sottoporre alla vostra attenzione gli ultimi dati Istat sull’andamento dell’inflazione e, soprattutto, come tale aumento del costo della vita riguardi i beni, chiamiamoli così, di prima necessità.
A voi i dati e buona lettura.
Cresce l’inflazione a giugno e si colloca al 3,8% contro il 3,6% di maggio.
Il dato definitivo dell’Istat, che conferma la stima preliminare, è il più alto da luglio 1996.
La variazione mensile è risultata pari allo 0,4%. L’indice armonizzato ha invece registrato un incremento tendenziale del 4%, per un andamento congiunturale in crescita dello 0,4%. L’inflazione “core”, depurata cioè degli elementi volatili, ha segnato un aumento del 2,7% contro il 2,6% di maggio, mentre il tasso acquisito, cioè quello che si avrebbe a fine anno se l’indice dei prezzi al consumo rimanesse invariato sui livelli di giugno, è pari al 3,2%.
Ma vediamo da vicino quali beni e servizi paghiamo di più.
A giugno gli “aumenti” piu’ significativi sono stati rilevati per i seguenti capitoli:
1) Trasporti (+1,4%);
2) Abitazione, Acqua, Elettricità e Combustibili (+0,6%);
3) Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+0,4%);
Non si sono verificate variazioni congiunturali negative in questo caso.
Per quanto riguarda gli “incrementi tendenziali”, invece, si sono registrate le seguenti variazioni nei capitoli:
1) Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%);
2) Trasporti (+6,9%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,1%);
Una variazione nulla si e’ registrata nel capitolo Servizi sanitari e spese per la salute mentre (e questo è veramente curioso ma non una novità!) una variazione tendenziale negativa si e’ verificata nel capitolo Comunicazioni (TELEFONINI) (-2,3%).
Spaventoso l’incremento riguardante la pasta (ripeto: la pasta!) i cui prezzi salgono in un anno del 22,3% (dal 20,7% di maggio).
Per il pane l’aumento è del 13%.
In forte tensione anche il comparto energetico, dove si registra un aumento dei prezzi del 14,7% tendenziale (dal 13,1% di maggio) e del 2,8% su base mensile. L’aumento congiunturale é dovuto soprattutto ai carburanti, in particolare al gasolio, i cui prezzi in un mese sono cresciuti del 5,4%, portando l’aumento tendenziale a sfondare il +31,1% (dal 26,3%);
Inoltre, il dato che forse vi farà incazzare di più: la benzina in un mese è aumentata del 4,5% (ripeto 4,5%) e in un anno del 12,5% (dall’11,1%).
Ma anche i servizi balneari (visto che siamo in estate) non scherzano:
i dati resi noti oggi dall’Istat, segnalano aumenti che si aggirano intorno al +9% annuo proprio per gli stabilimenti balneari mentre per i servizi camping l’aumento si aggira intorno al +6,2%, che in questo momento dell’anno pesano particolarmente sulle tasche dei cittadini.
In rialzo anche trasporti aerei (+13,4% tendenziale) e marittimi (+9,3%). E se il tasso di inflazione è al 3,8%, per i beni a più alta frequenza di acquisto – in cui rientrano cibo, tabacchi, affitto, trasporti urbani, beni per la casa – il carovita è al 5,8%: si tratta del livello più alto dal 1997.
Per quanto riguarda i soli prodotti alimentari e bevande analcoliche, si registra un aumento congiunturale dello 0,4% che porta il tasso tendenziale al 6,1% dal 5,7% di maggio.
Governo ed opposizione che fanno invece?
Parlano del “Lodo Schifo-Alfano” dato che (loro) non hanno problemi ad arrivare alla fine del mese.
Fonte: web modificata.
Con la stima di sempre, Accidia.
Nella foto, un’immagine scattata oggi da un nostro lettore in un mercato del Nord
© Riproduzione riservata