I dati dell'EF English Proficiency Index. Tra scuola, lavoro e la vicinissima Malta, come i siciliani possono recuperare
di Redazione
Padroneggiare l’inglese non è un optional, nell’epoca della digitalizzazione e della globalizzazione. Eppure in Sicilia si utilizza ancora troppo poco. È quanto emerge dall’EF English Proficiency Index 2025, più semplicemente noto come EF EPI: tra le classifiche più accreditate a livello internazionale, con test che interessano milioni di adulti in oltre 100 Paesi.
Il livello registrato dall’Italia, con 513 punti, è annoverato come di “moderate proficiency”, ma quello dell’isola è più basso. La Sicilia si ferma a 503 punti, sotto la media nazionale e dietro quasi tutte le regioni del Centro-Nord, in linea con il resto del Mezzogiorno. Numeri che parlano chiaro.
I dati completi dell’EF English Proficiency Index per l’Italia sono di pubblico dominio e risultano confermati da quelli forniti da Eurostat, organo ufficiale di matrice comunitaria. Anche in questa speciale statistica il Belpaese è tra gli Stati dell’UE che vantano una minore quota di adulti con un livello proficient nella loro lingua straniera principale.
Perché in Sicilia l’inglese è più debole
Ma come mai la Sicilia è così in ritardo? Alla base del fenomeno troviamo tre fattori in particolare, ovvero:
- economia poco internazionale: buona parte delle aziende lavora quasi solo con il mercato interno. Sono dunque contenute le situazioni in cui l’inglese è davvero indispensabile sul lavoro, tranne in ambiti come turismo o alcuni settori specifici;
- scuola e percorsi formativi limitati: la formazione scolastica prevede molta grammatica, poca conversazione reale. Un’impostazione inadeguata, con scambi, progetti europei e CLIL ancora scarsamente diffusi;
- poca esposizione quotidiana: TV e cinema sono quasi sempre doppiati, con una scarsa fruizione di serie, musica, podcast, contenuti informativi in inglese. L’uso della lingua rimane confinato alle ore di lezione.
Cosa può fare un siciliano per colmare il gap
Colmare il gap, per chi vive in Sicilia, non è impossibile: servono tre mosse pratiche. Vediamole insieme:
- portare l’inglese nella vita di tutti i giorni: tra le abitudini virtuose troviamo guardare serie e film in lingua originale con sottotitoli, ascoltare podcast e musica in inglese, seguire creator internazionali su YouTube e social;
- sfruttare meglio scuola e formazione: corsi pomeridiani, progetti Erasmus+, gemellaggi online con scuole estere sono input ottimali per i giovani. Per gli adulti risultano da preferire corsi serali e online, nonché la preparazione a certificazioni spendibili sul lavoro;
- giocarsi il vantaggio della vicinanza con Malta: l’isola è a due passi dalla Sicilia, vanta un clima simile e l’inglese come lingua ufficiale. È una meta naturale per una full immersion: lezioni al mattino, inglese nella vita di tutti i giorni, alloggio in famiglia ospitante o residence internazionale. Non a caso, sempre più studenti e lavoratori siciliani scelgono la scuola di inglese a Malta di EF Education First, che organizza corsi intensivi e soggiorni studio personalizzabili a poche decine di minuti di volo da casa.
Uno sguardo al futuro
La Sicilia parte da un punteggio più basso, ma ha anche le sue carte da giocare per migliorare questo dato negativo: la posizione geografica e il contatto naturale con il mondo anglofono tramite Malta e il turismo. Plus da integrare con la fruizione di media anglosassoni, formazione ed esperienze all’estero: è così che l’inglese può diventare una leva concreta per lavoro, studio e turismo forieri di opportunità anche per i più giovani.
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