Dopo la deroga di Crocetta
di Redazione
Scicli – Legambiente Ragusa è preoccupata dell’apertura da parte della Regione Sicilia della pesca al novellame di specie ittiche marine, “che rischia di dare una pesante mazzata alle risorse ittiche del nostro mare”.
Insieme ai pescatori gli ambientalisti, che gestiscono tra l’altro un Centro di Educazione Ambientale a Donnalucata, legato al mare ed alla pesca, hanno chiesto al sindaco di Scicli Franco Susino di farsi interprete della loro preoccupazione.
La deroga al divieto di pesca del novellame appare assurda e inconcepibile ad ambientalisti e pescatori, che chiedono perciò una repentina marcia indietro all’assessore regionale Cartabellotta.
Il governo Crocetta ha dato il via alla pesca del novellame per dare respiro al settore in crisi. Ma, secondo gli ambientalisti, la crisi del settore della pesca non si risolve depauperando il mare della propria risorsa neonata, ma incentivando un serio “fermo biologico”, basato sulla “specie”, che comprenda anche tutte le forme di pesca sperimentale, attualmente praticata anche in luoghi interdetti alla pesca professionale di “sardine” e “rossetto”.
La pesca del novellame è ritenuta devastante per tutte le forme di vita presenti nei fondali marini per l’ecosistema e per la riproduzione di buona parte di pesce azzurro. Bene ha detto il commissario UE: il novellame va cancellato dai nostri menù.
La decisione di Cartabellotta ha però il sapore della sfida alle posizioni recenti assunte dal commissario europeo.
Il decreto del governo Crocetta è del 12 febbraio e ha autorizzato per quaranta giorni consecutivi (dall’alba al tramonto), la pesca professionale di “sardine” e “rossetto” per tutto il 2013 nelle acque territoriali siciliane, “con esclusione della zona di mare compresa tra Capo Feto e la Foce del Pantano Longarini, compatibilmente con i periodi di interruzione tecnica dell’attività di pesca già programmati dai Consorzi di gestione della piccola pesca costiera”.
Secondo alcuni calcoli empirici, per ogni chilo di novellame, il pesce come il bianchetto e il rossetto pescati ancona neonati si perdono fino a due quintali di pesce adulto: un vero e proprio scempio di risorse che non solo danneggia il mare, ma che minaccia la sopravvivenza della pesca stessa.
Critiche alla decisione dell’assessore Cartabellotta vengono espresse dall’ex assessore provinciale di Ragusa, Enzo Cavallo, per l’esclusione della zona di pesca del novellame del tratto di mare tra Capo Feto e la foce del Pantano Longarini. “E’ un provvedimento che esclude comunque i nostri pescatori, con ripercussioni non indifferenti per le nostre Marinerie della provincia di Ragusa (Scoglitti, Pozzallo e Donnalucata) a danno dei nostri imprenditori del mare costretti sempre a subire, nella più assoluta indifferenza della classe dirigente iblea. Ancora una volta ci troviamo di fronte alle solite paradossali contraddizioni della Regione Siciliana che, da un lato finanzia i progetti finalizzati al ripopolamento ittico e dall’altro autorizza la pesca del novellame. A pagare alla fine sono sempre gli operatori della piccola pesca, già fortemente in difficoltà, anziché registrare provvedimenti per essere più competitivi sui mercati attraverso il contenimento dei costi di esercizio, un più facile ed utile accesso al credito e la introduzione di meccanismi di controlli seri e severi, tali da arginare la concorrenza sleale e la corretta tracciabilità del pescato immesso nei mercati ed al consumo. Mi auguro che la Provincia Regionale e la Camera di Commercio di Ragusa – conclude Cavallo – possano coordinare una azione sinergica ed efficace per giungere, col coinvolgimento dei Comuni interessati, delle Organizzazioni di Categoria ed ambientalistiche per rimuovere un provvedimento tanto assurdo quanto penalizzante per la nostra economia”.
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